|
GIUGNO 2002
|
|
![]() |
C’è un tempo per il lavoro e un tempo per il riposo. Viviamo il tempo del riposo per aprirci allo Spirito. A tutti l’augurio di buone vacanze La redazione |
Tempo dello Spirito
Campi e proposte lo rendono
un tempo propizio
CERCO L’ESTATE
TUTTO L’ANNO
Dai tempi di Celentano che cantava con passione il mito dell’estate ormai vicina ne è passata di acqua sotto i ponti. E tuttavia l’idea di un periodo all’anno che faccia terra bruciata dei soliti impegni e della stesse stressanti ansietà non è venuto meno. Per di più l’AC ha sempre vissuto in questo frangente - per altri versi così dispersivo e trasgressivo - momenti magici e coinvolgenti. È d’estate infatti che i vari campi-scuola nelle modalità le più disparate (quest’anno pare che sia pure in piccolo riprenda pure l’esperienza del campo in tenda a Vallefiorita) tengono banco. E con essi si realizza una prossimità della realtà associativa che non ha l’eguale. E si colgono al volo tante occasioni per rinsaldare amicizie e per costruirne di nuove.
Gli ingredienti di tali momenti sono davvero inusuali nel resto dell’anno. Anzitutto la quantità del tempo libero, ma anche il contatto con la natura (sia che si vada come gli adulti sulle Dolomiti che nel nostro bacino montuoso per i giovanissimi e l’ACR) ed ancora la qualità della proposta formativa che consente appuntamenti più distesi ed approfondimenti che mancano nel resto dell’anno. Accade così che l’estate da tempo proibito - così come talvolta capitava in passato di cogliere in certa mentalità un po’ pseudo-religiosa - diventi piuttosto tempo propizio. In realtà, a pensarci bene, il tempo libero - lungi dal pensarlo come un tempo vuoto - è invece la migliore possibilità che è offerta all’uomo per ritrovarsi. Da questo punto di vista ogni sana distensione aiuta a ritagliarsi uno spazio per pensare, per riflettere e per dare spazio a quella componente dell’anima che rischiamo sempre di sacrificare sull’altare del fare e del produrre. Sia pure con le migliori intenzioni.
L’estate dunque non è per l’AC stagione del disimpegno, ma semmai del coinvolgimento, uscendo fuori dai binari rassicuranti, ma deformanti della scuola o del lavoro e ritrovando nel mare aperto della vacanza la stessa possibilità di un contatto con Dio. L’otium greco non era tanto “il padre dei vizi” quanto piuttosto una opportunità per coltivare la parte più nobile del sé, riservata ahimè solo ai ricchi. Oggi nel nuovo mondo del lavoro a tutti è garantita una certa fetta di tempo libero. Sta anche a noi offrire a chi ne beneficia opportunità e forme per renderlo abitabile.
Buone vacanze, allora!
In diretta collaborazione
Con
lo sguardo fisso su Gesù
di Raniero Marucci
l'AC in cifre
Tesseramento
2001-2002
di Angela Frusone
i settori si raccontano
attività
estive
ACR GIOVANI
ADULTI
a cura dei
responsabili diocesani