AC Reporter Dicembre 2001
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Con lo sguardo
rivolto agli accadimenti del nostro tempo, coi i suoi drammi, le ansie e le
tante insicurezze, attendiamo la luce che viene dal presepe, luce che
illumina ogni uomo, luce di gioia, di speranza, di pace. Come gli angeli ai
pastori, cantiamo insieme: Gloria a Dio nell’alto dei cieli……
Auguri di Buon Natale e di Buon Anno La redazione |
Tempo
dello Spirito
A Natale ci si sveglia finalmente!
Anche a noi capita, ripensando ad un certo periodo della nostra vita di esclamare: “Ero proprio addormentato!”. Vuol dire che dormivamo tutto il giorno? Che fossimo vittime di una forma di abulia? Nient'affatto. Semplicemente eravamo come dei sonnambuli: ci mancava cioè la consapevolezza di qualcosa di fondamentale.
G. Harrison, mitico chitarrista dei Beatles, recentemente scomparso, ha scritto, al termine di una sua lacerante crisi esistenziale:"Ho sperimentato qualunque cosa, incontrato tanta gente ed è ormai difficile incuriosirmi. Mi confondo quando mi guardo intorno e vedo tutti correre. Come dice Bob Dylan, più che vivere sono impegnati a morire. Ma vedo che nessuno cerca davvero di capire”. Ecco quando ci si addormenta: quando siamo talmente presi dalle solite cose che ci impediamo di capire. Cioè di riflettere, di ascoltare, di pregare. Applicato al “noi” dell’ Azione Cattolica diocesana ci si addormenta - a mio modesto parere - in almeno tre situazioni. Primo: quando sono più importanti i mezzi che non il fine; secondo: quando più rilevanti appaiono le modalità che non i contenuti, terzo: quando si privilegiano le iniziative piuttosto che le persone.
Sì, diciamolo con franchezza, anche l' Azione Cattolica può addormentarsi se ad esempio, al termine di un evento importante come può essere stata la recente Assemblea diocesana, si riprende più stanchi e demotivati di prima. O ancora l’ AC rischia di far sbadigliare se le necessarie discussioni sulle strade da percorrere facessero ombra all’unico contenuto veramente “essenziale” e cioè la ricerca di Gesù Cristo per la nostra vita; ed infine si appisolisce essa stessa se contano di più il rispetto di certe formalità statutarie che non la conoscenza e la valorizzazione delle persone.
Pensando al futuro, che è l'unica cosa che ci appartiene, mi pare che il presente debba aprirci a due movimenti. Il primo è di carattere personale: non c'è autentico rinnovamento senza che ciascuno rinnovi il suo stile di vita. In seconda battuta non c’ è rinnovamento se non si rimette al centro la “ragione” del nostro ritrovarci e cioè “l 'unico Maestro e Signore”. In realtà ogni gruppo ha per esistere le sue “ragioni”: lo sport, la politica, il “divertissement”, la cultura,... La nostra ragione coincide con l’unica buona notizia che il mondo custodisce da 2000 anni e che a Natale si fa più nitida. Così in chiave melodica la esprime G. Harrison, nella sua prima canzone da solista, dopo la rottura dei Beatles: My sweem Lord.
Mio dolce Signore, oh mio dolce Signore. Oh mio dolce Signore. Vorrei davvero vederti. Vorrei davvero vederti. Vorrei davvero stare con te. Vorrei davvero vederti, Signore. Ma ci vuole ancora tanto tempo. Mio dolce Signore. Oh, mio dolce Signore. Oh, mio dolce Signore.
Don Domenico Pompili
In diretta collaborazione
Relazione
della Presidente All’assemblea Diocesana del 1- 2 Dicembre
UNO
SOLO E’ IL NOSTRO MAESTRO E SIGNORE……..IL CRISTO
I settori si raccontano
I
Giovani a Roma
di Simona
Colella
Una
bella scommessa: l’ EDR
di Silvia
Anielli