Pasqua 2002


La Resurrezione di Cristo - P. Della Francesca

“Non abbiate paura, voi!

So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui.

È risorto, come aveva detto.”

(Mt. 28, 5-6 )

A tutti l’augurio di vivere in letizia il tempo pasquale.

La redazione

Tempo dello Spirito

Buona Pasqua all’Azione Cattolica

"Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi”.

In questo frammento della celebre lettera ai Romani (8,8-9) è condensato - a mio parere - il succo dell’ evento pasquale. Infatti la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, stanno tra loro come il regime della “carne”sta a quello dello “spirito”. Beninteso qui non si vuol fare ancora una volta l’errore di considerare la “carne” l’equivalente di ciò che è fisico e materiale, mentre di identificare lo “spirito” con ciò che è etereo ed evanescente. In realtà la differenza tra “carne” e “spirito” attraversa radicalmente l’ esperienza umana, perché sta a dire, a seconda dei casi, o un uomo chiuso nella sua radicale caducità (la carne, appunto) oppure un essere aperto alle sorprese della vita (lo spirito, dunque).

Cosa questo significhi per una realtà di laici, che intende vivere la stagione del rinnovamento dentro una chiesa che sceglie il servizio del mondo, è presto detto.

Richiamandomi ad una densa intervista dell’attuale presidente nazionale dell’AC, trovo che siano almeno tre le situazioni in cui può accadere di sperimentare la pasqua.

La prima sta “in un atteggiamento positivo di fronte alla vita... Dio - scrive la Paola Bignardi - è presente nel mondo che Egli ama anche quando non è amabile. In AC credo di aver imparato che una fede senza mondo non è possibile”. In effetti come annotava W. Kasper: “Un mondo senza Dio è spesso la risultante di un Dio senza mondo”.

La seconda è “di aver imparato ad amare la Chiesa, a sentire che la Chiesa è sempre oltre anche la più bella esperienza di AC”. Inutile sottolineare come questa apertura dell’ AC alla Chiesa è oggi un segno eloquente della sua capacità di gettare ponti piuttosto che di creare ghetti e ribadisce, una volta di più, la sua unica ragion d’essere che è quella di far da sponda alla comunità cristiana, contenta solo ed unicamente di questo diuturno servizio.

Infine e siamo già alla terza situazione evocata dalla Bignardi – “ho imparato che la vita è ricerca; che non si deve temere l’inquietudine, anche dentro la fede”. Anzi è “un modo per vivere la trascendenza, è un modo per sperimentare che Dio è sempre oltre i nostri desideri, non è sulla nostra misura, anche se ci viene incontro nel Volto del Figlio, in quello del fratello, nella misericordia con cui riscatta di continuo la nostra vita. C’è un'inquietudine che assomiglia a un atto di adorazione".

Pasqua significa - come è noto –“passaggio”. Spero che l’ AC possa esprimere nel suo vissuto, prima ancora che nelle sue convinzioni, queste tre situazioni. In tal modo l’augurio pasquale acquista il significato di un profezia, che si fa qui invocazione, per evitare di camminare invano.

don Domenico Pompili   

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