Non abbiate paura di….

Si chiese a Bachelet al momento del suo saluto, nel settembre 1973, durante la seconda Assemblea Nazionale: “ Che cosa è l’azione Cattolica?” Rispose: “ Ne abbiamo parlato molto, ma mi pare che sia soprattutto una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano insieme nel nome del Signore, che sono amici: e questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana con concordia, con spirito comune, essendo sempre più un cuor solo e un’anima sola cercano di servire la Chiesa. E questa è la grande cosa! Noi non serviamo l’AC perché ci interessa fare grande l’AC, noi serviamo l’AC perché ci interessa di rendere alla Chiesa il servizio che ci è chiesto per tutti i fratelli.”

Non è già questo un ottimo motivo per aderire all’Azione Cattolica?

Ma voglio darvi altre buone ragioni.

La prima ragione è che oggi più che mai ha senso mettersi insieme in modo organico, per perseguire obiettivi comuni, per realizzare la formazione corrispondente alle varie vocazioni e in forma permanente, per aiutare meglio la costruzione di una comunità parrocchiale in cui tutti possano vivere con intensità la loro vita di fede, la loro condizione umana.

La seconda ragione dell’associarsi dei laici si riferisce alla ricchezza di apporto che una associazione può dare, assicurando la responsabilizzazione dei singoli aderenti con la chiara condivisione di scopi e di impegni statutariamente stabiliti.

La terza ragione è costituita dal valore di una adesione espressa in maniera esplicita e formale. Con l’adesione il singolo è chiamato a rinnovare periodicamente un atto di libertà e responsabilità personale; tra il socio e l’associazione si stabilisce una specie di «patto morale», che richiede l’apporto dei singoli escludendo la loro «passività» ed ogni «spirito gregario».

Un’ulteriore ragione che motiva l’associarsi è infine rappresentata dall’utilità di dare la migliore efficacia al servizio pastorale e alla testimonianza nelle situazioni e ambienti di vita. Ci sono situazioni in cui l’intervento singolo non è sufficiente, ma occorre l’apporto associato sia dal punto di vista della formazione e del sostegno reciproco, sia sul piano del servizio pastorale e sia, ancora, sul piano della testimonianza negli ambienti e sul territorio.

Un suggerimento: se siamo convinti del valore di ciò che diciamo e facciamo, di ciò che dice e fa l’AC non lasciamoci ingannare da quegli ostacoli e da quelle remore che spesso mettono in forse la nostra volontà di aderire. Sono solo tentazioni!

E diamo libero sfogo alla nostra creatività, alla nostra capacità di inventiva per sostenere chi veramente la tessera non può pagarsela da solo. Organizziamo feste, mercatini, bancarelle, spettacoli, pesche…..i soldi verranno fuori! Perché volere è potere! E noi vogliamo che tutti possano…

...aderire all’Azione Cattolica!

Rita Graziani