Si è svolta a Fiuggi l'Assemblea diocesana dell'Azione Cattolica
Il 1 e 2 dicembre 2001 si è tenuta a Fiuggi l’XI Assemblea di Azione Cattolica della diocesi di Anagni-Alatri.
L’Assemblea ha visto la partecipazione dei delegati parrocchiali e di molti associati che hanno voluto partecipare ad un evento che già dal titolo «Uno solo è il vostro maestro e Signore: un’Aci rinnovata ed esemplare", prometteva una riflessione ampia e approfondita sul rinnovamento da attuare nell' associazione.
Una presenza numerica di tutto rilievo e, soprattutto, caratterizzata dalla attenzione puntuale alle riflessioni proposte dal Vescovo ed assistente generale dell'Aci Mons. Francesco Lambiasi e dalla presidente prof. Marilena Ciprani.
Un dibattito ricco e positivo è seguito alla relazione della presidente diocesana che si è soffermata ad analizzare il cambiamento intervenuto nell'associazione negli ultimi dieci anni e che hanno determinano un ripensamento del ruolo e dell'identità della Aci nella pastorale diocesana e parrocchiale. Inoltre la relazione ha messo a fuoco alcuni nodi problematici che interpellano l’Aci: in modo particolare due aspetti. Il primo riguarda la qualità e la quantità della proposta formativa dei settori dell’ articolazione dell’ Acr, il secondo invece ha a che fare con l’organizzazione e la rappresentativa nelle strutture di partecipazione come i consigli e la presidenza.
Il documento finale, votato all’unanimità sancisce le linee che l’Aci diocesana seguirà nel prossimo triennio i cui punti salienti possono essere così sintetizzati:
1. La missione di evangelizzazione che l’Aci, indiretta collaborazione con al gerarchia è chiamata a svolgere. In modo particolare l'Aci è impegnata, esplicitamente, nella missione diocesana, sia nella fase di preparazione (ciò richiede un surplus di formazione per tutti responsabili direttamente investiti) sia nel coinvolgimento delle parrocchie e di tutti gli aderenti. La collaborazione con il Vescovo diventa pertanto impegno a realizzare il progetto pastorale della chiesa di Anagni-Alatri, pensato per questa comunità ecclesiale ai vari livelli.
2. Un impegno alla formazione umana e cristiana degli aderenti:
- la comunità nell'impegno alla formazione perché la scelta del cristianesimo, la scoperta della propria vocazione siano durature e non limitate ad un tempo della vita.
- la qualità della proposta, senza aver paura di chiedere e di sollecitare, presentano un cammino che propone mete ideali e si caratterizza per delineare le tappe anche impegnative di questo cammino, pur nel rispetto dei tempi e della vita di ciascuno;
- formazione alla responsabilità nelle scelte individuali e collettive, soprattutto quando si sono assunte responsabilità collegiali che richiedono partecipazione ed impegno duraturo.
I
contenuti di una Assemblea partecipata e di qualità
L'AC?
Bella e ...possibile
La presidente Ciprani: non svendiamo la nostra identità
di Renato Meloni (articoli tratti da Anagni Alatri uno dic. 2001)
“Uno solo è il vostro Maestro e Signore: un' Azione cattolica rinnovata ed esemplare". Tale era il titolo un pò esigente e tale è stata l' Assemblea diocesana dell' AC, svoltasi a Fiuggi presso la Casa delle Adoratrici del Sangue di Cristo, lo scorso 1 e 2 dicembre. Si trattava infatti di avviare una nuova stagione di impegno missionario che avesse il carattere della esemplarità perché all’ Azione Cattolica si guarda da sempre con attenzione. Talvolta ovviamente per metterla sotto accusa, visto che sembra incapace di scrollarsi di dosso una storia gloriosa, ma di cui non ha più i numeri né probabilmente il contesto adatto. Tal altra per sognarla ancora, visto che non è venuta meno la necessità di un cammino che faccia tutt'uno con l'esperienza di base della chiesa che è la parrocchia e si faccia carico delle varie fasce d'età, senza privilegiare - almeno nelle intenzioni - i piccoli dai grandi, gli adolescenti dagli adulti o dagli anziani.
Due i problemi da affrontare senza ritardi ulteriori: la quantità e la qualità della proposta formativa e l’ organizzazione con la rappresentatività delle strutture.
Il primo problema - stando al vescovo Lambiasi che ha introdotto la due-giorni nella sua doppia veste di vescovo diocesano e di assistente nazionale dell' Azione Cattolica - suggerisce che oggi la formazione è il nervo scoperto. Sembra che l' AC sia incapace di partorire laici adulti e non in perenne ritardo sulla crescita, inseriti nel tessuto ecclesiale, ma pure immersi nello scenario sociale, capaci di coniugare insieme la vita familiare e quella parrocchiale senza traumi per l'una o per l’altra. Al tema dell' organizzazione ha fatto cenno nella sua interessante relazione la Ciprani che ha invitato a snellire il consiglio, ad accelerarne il metodo di lavoro e soprattutto a coltivare la virtù della responsabilità.
L'atmosfera che si è respirata nella due-giomi fiuggina è stata costruttiva e di buon livello quanto al dibattito e alle proposte emerse. Segno dunque di una realtà in crisi di crescita, sbilanciata sulla componente giovanile, ma non senza forti radici, ma soprattutto con motivazioni e capacità per affrontare le sfide del prossimo futuro. Chi vivrà vedrà!
Gli eletti del nuovo consiglio diocesano di AC
una dirigenza in Jeans
Tra "nuove entrate" e volti storici
Uno dei momenti più emblematici dell'assemblea è ovviamente l'elezione del nuovo consiglio diocesano. Si tratta di un fatto che fa emergere la dimensione laicale di una realtà ecclesiale chiamata a rinnovare le proprie responsabilità, a partire da una vera e propria elezione dal basso. In effetti i partecipanti all’ assemblea diocesana sono l’ espressione della base associativa (in ogni realtà anche la più minuta si è celebrata una assemblea su scala ridotta) e, a loro volta, essi danno vita al nuovo consiglio diocesano. Spetterà poi a questo designare una tema di candidati alla presidenza, tra i quali è dato al vescovo di nominare il presidente diocesano.
Quanto alla composizione del nuovo consiglio emerge una certa prevalenza dell'elemento giovanile, unito ad una significativa rappresentanza dei più grandi. In tal modo si conferma il dato che vede nell' ACR (e dunque nella "schiera" dei suoi educatori giovani) il quorum più consistente, accanto al quale comincia a farsi strada anche una adeguata presenza di adulti. Non si può non rimarcare, come da più parti è stato fatto notare, che senza una vera sinergia tra settori si rischia di avere non una sola realtà associativa, ma un insieme di vari tronconi scoordinati. Per questo il Consiglio che rappresenta le varie anime dell' AC ha il compito di ridare unità e convergenza alle varie attività.