AUGURI PROFESSORE
Silvio Orlando torna a fare il professore, dopo Il portaborse (1991) e La scuola (1994), e a confrontarsi con quel concentrato di vita che sono le aule delle scuole. Tratto dal romanzo Solo se interrogato, di Domenico Starnone, che del film è sceneggiatore, il film è anche la storia dell'incontro tra il professore e l'ex alunna Luisa, ora passata dall'altra parte della cattedra, e dello scontro tra due diversi modi di concepire il rapporto con gli studenti. A sentire il regista, Riccardo Milani, la pellicola "è rivolta agli insegnanti coscienti del fatto di esercitare un mestiere difficile e non comune, che può incidere realmente sulla vita dei ragazzi". Problemi vecchi e nuovi, quelli che ogni anno i docenti si trovano ad affrontare: strutture fatiscenti, scarsa considerazione per il loro mestiere, programmi da aggiornare; ma, soprattutto, il rapporto con un'umanità singolarmente assortita. Amarezza e scoramento sono i sentimenti con cui il professor Lipari si appresta ad affrontare il nuovo anno scolastico; e la sua crisi è accentuata proprio dall'arrivo, nello stesso istituto, di Luisa, che lo costringe a interrogarsi sugli errori passati. Ma è proprio nella descrizione del rapporto tra Lipari e i "suoi" studenti, che il film dà il meglio di sé: ogni ragazzo è un tesoro di esperienza e storie di vita tutte da scoprire. E anche dietro il carattere più ribelle si cela un cuore che vuole aprirsi al mondo. Un cuore che attende solo qualcuno che lo aiuti a raccontarsi.
SCHEDA
DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI
Genere:Commedia
Regia: Riccardo
Milani
Interpreti:
Silvio Orlando (Vincenzo Lipari), Claudia Pandolfi (Luisa Cor-leto), Flavio
Pistilli (Michele Triglia), Emiliano Stamiglia (Corinaldesi), Assia Kalik (Gancia),
Valentina Esaltato (Sala), Federica Ricevuto (Carli), Duilio Del Petre, Luca
Tronati, Daniele Peverini, Ettore Franceschini, Lucio Allocca, Claudia Della
Seta, Imma Piro.
Nazionalità:Italia,
1997
Dur.:
108'
Giudizio: Discutibile/problematico
Tematiche: Scuola;
Soggetto: A Roma Lipari è un’insegnante sui quarantacinque anni che crede nel proprio lavoro e cerca di rinnovarlo con un po’ di fantasia. Il rapporto con gli studenti però è reso difficile dal fatto che sta vivendo un momento di crisi e di confusione sul piano privato e professionale. Fuori della scuola gli viene rubata l’auto acquistata venti anni prima col primo stipendio, e il furto è un brutto colpo. Inoltre all’improvviso si trova di fronte come nuova collega Luisa, che era stata sua alunna agli inizi della sua carriera. L’auto rubata e l’apparizione di Luisa fanno scattare nella mente di Lipari i ricordi del passato: tutta la sua vita dalle elementari all’università, le speranze dei genitori, gli insegnanti troppo superficiali, le differenze sociali tra un alunno e l’altro. E poi, da insegnante, la volontà di mettersi al servizio dei più svantaggiati, gli anni della contestazione, l’attaccamento per l’alunno Triglia, l’incontro con Luisa, che era figlia del sindaco. Mentre riflette, Lipari vede che Luisa entra subito in sintonia con i ragazzi, e allora cerca di sfuggirla, quasi impaurito. In preda al nervosismo, non riesce a gestire le situazioni ed entra in lite con i genitori. Luisa finisce la supplenza e va via, lasciandolo nel pieno della confusione. Ma prima di allontanarsi, Luisa ricorda a Lipari tutto l’arricchimento che ha ricevuto da lui, i ragazzi si rendono disponibili alle sue richieste. Lipari allora ritrova fiducia e il coraggio di guardare al futuro.
Valutazione Pastorale: lo si potrebbe considerare una sorta di esame della scuola italiana attraverso la messa a fuoco di alcune tipologie esemplari. Il protagonista è il prototipo dell’insegnante che ha creduto nella carica rivoluzionaria del 1968 come ribellione ad un passato di soprusi e di imposizioni, ma è oggi deluso dalla mancanza di attenzione dei giovani e da un senso complessivo di frustrazione. Gli altri rappresentano una classe docente che vivacchia alla meno peggio senza infamia e senza lode. Il film dice quindi che la situazione attuale non è certo ideale, ma che il passato era peggio e che il futuro non potrà che essere migliore. Il teorema è fin troppo facile e qua e là indulge ad un manicheismo che toglie sincerità al racconto. Resta quindi in primo piano la scuola, come aspetto tra i più delicati della società nel suo complesso, come luogo dove devono trovare equilibrio la professio-nalità del docente, la sensibilità dell’educatore, la partecipazione dei genitori in un interscambio fruttuoso tra la famiglia e l’aula, entrambi momenti di crescita e di maturazione per il ragazzo. In questa ottica, dal punto di vista pastorale, il film, pur discutibile per qualche forzatura e facile ottimismo, resta sicuramente problematico.
Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in tutte le altre occasioni in cui si voglia avviare una riflessione su un argomento così importante e sfaccettato, com’è appunto la scuola in Italia, oggi.