Campo Scuola Nazionale 
22/28 luglio '96 Roveré (VR)

Ancora un campo!

Per molti era l'ennesima esperienza nazionale, per me "solo" la seconda.

Un campo fatto per i responsabili, ma prima di tutto per dei giovani di A.C., 110 fans del settore giovani che in pieno clima olimpico hanno lasciato le loro diocesi alla volta di Rovere con uno sguardo rivolto al centro della loro vita: il cuore. Il luogo dove si costruiscono le relazioni vere, dove nasce la possibilità del dialogo, dove togliamo la maschera e ci scopriamo per quello che siamo e non per quello che pensiamo di essere. Dove troviamo la forza per pronunciare parole che hanno peso e significato, dove è possibile incontrare il Signore della parola.

Ad Atlanta piovevano medaglie, da noi pioveva la gioia, la simpatia e l' amicizia. La "triade presidenziale" Daniela, Berardino e Don Antonio Lanfranchi anche quest'anno si è rivelata eccezionale ma sul podio stavamo noi. Abbiamo conosciuto Bruno Segre, presidente dell' Associazione "Amici di Nevè Shalom" il villaggio che anticipa l'utopia della pacifica convivenza già profetizzata in Isaia, abbiamo partecipato a numerose relazioni, laboratori di approfondimento, splendide serate in amicizia, escursioni in montagna.

E non da ultimo, abbiamo degustato piatti tipici, come la polenta preparata dai ragazzi della Valle D' Aosta e la crema di funghi realizzata dagli amici di Torino, poi la sera del giovedì abbiamo "assistito" all'indimenticabile opera del "Barbiere di Siviglia" nell'arena di Verona. E quando l'oro era ormai saldamente nelle nostre mani, ci siamo salutati dandoci appuntamento a Roma per l'incontro nazionale del Settore Giovani di Maggio '97.

Sul treno, al ritorno, tra i fogli del mio diario ho trovato scritto: in ognuno di noi c'è un enigma, se lo si interpreta diventa insegnamento.

Al campo il primo giorno io non conoscevo nessuno, l’ultimo giorno, gli altri "questi sconosciuti" erano divenuti la mia beatitudine.

Grazie a tutti !

Emanuela Marocca

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