Week-end formativo e di programmazione dell'AC diocesana
4-6ottobre 2002 - Cappadocia (AQ), Istituto Suore Trinitarie

programma

Azione Cattolica Diocesi di Anagni Alatri

“VOGLIAMO SEGUIRE IL SIGNORE”

 

“Vogliamo seguire il Signore”, questo il motivo essenziale che ha spinto circa 70 persone tra adulti, giovani, giovanissimi ed educatori dell’Azione Cattolica della Diocesi di Anagni Alatri a ritrovarsi a Cappadocia (Aq) dal 4 al 6 Ottobre. E’ stata la prima volta che la nostra associazione ha scelto di svolgere un week-end formativo e di programmazione  e la gioia più grande per noi è stata quella di poterla iniziare con il nostro nuovo Vescovo, S.E. Mons. Lorenzo Loppa.Abbiamo quindi avuto l’occasione di condividere con lui momenti di preghiera, l’adorazione eucaristica che ha dato il via alla tre giorni, considerazioni sul cammino della Chiesa e anche momenti di semplice conoscenza e convivialità. Il Vescovo ci ha invitato a ripartire da Cristo; per rilanciare  anche la nostra associazione  non occorre inventare un nuovo programma ma porre al centro della nostra vita Cristo da conoscere, amare , imitare.

In tale ottica si inserisce il cammino associativo di quest’anno che ha appunto come tema “Vogliamo seguire il Signore”, proponendo agli aderenti un cammino di discepolato, di frequenza alla scuola di Gesù, utilizzando come testo il Vangelo di Marco.

Il lavoro di programmazione è consistito essenzialmente nel concretizzare le indicazioni dell’Assemblea Diocesana di A.C. svoltasi a Fiuggi nel dicembre 2001 e dell’assemblea nazionale dell’aprile 2002, alla luce di tre parole che stanno caratterizzando il rinnovamento della nostra associazione che sono: formazione, missione e unitarietà. L’idea di fondo era di riacquistare il concetto di Azione Cattolica intesa non come una serie di cose da fare ma innanzi tutto come modo di essere personale e associativo, come sequela del Signore.

Per quanto riguarda la formazione, preso atto che non va vista come una serie di concetti da apprendere o di discorsi da ripetere, ma come prendere la forma, conformarsi al nostro unico maestro e Signore, abbiamo cercato di rafforzare alcune  iniziative che già sono presenti in diocesi, come la scuola di formazione per educatori, proponendole anche per animatori adulti e tracciando inoltre un itinerario formativo che parte anche da momenti di crescita spirituale personale, come la scuola di preghiera e gli esercizi spirituali, previsti quest’anno per tutti i settori.

La missione non può essere propaganda; non dobbiamo proporre noi stessi ma è poter parlare a chi ci è vicino dell’incontro con il Signore che ci ha cambiato la vita; presuppone un sapersi fare prossimo, un saper amare e ascoltare le situazioni in cui ci troviamo. Proprio l’amore alla realtà che ci circonda deve spingerci a conoscerla più a fondo e a migliorarla per quanto è nelle nostre possibilità. Temi come la pace, la globalizzazione ma anche le difficoltà della famiglia come istituzione non possono trovarci indifferenti. Proporremo nel mese di Gennaio sia la Marcia della Pace il primo gennaio che un fine settimana di approfondimento sulla “Pacem in terris”.

Realizzare queste proposte sarà tanto più possibile quanto vivremo l’unitarietà associativa e territoriale (diocesi). Facendo comunione sapremo costruire un’A.C. famiglia, in cui non c’è paura della diversità  ma c’è il collante dell’amore reciproco. Giovani e adulti sono invitati collaborare nel campo educativo, nella partecipazione ai campi scuola e in due iniziative che si svolgeranno in primavera : la festa della famiglia e il pellegrinaggio diocesano che coinvolgeranno tutti i settori.

Abbiamo davanti un bel cammino ma crediamo che questa esperienza che abbiamo vissuto ne rappresenti un primo passo  mosso nella direzione giusta; per il resto ci affidiamo fiduciosi al Signore.

Raniero Marucci

(Avvenire Lazio Sette domenica 17 novembre 2002)


Carissima Cappadocia...

Ogni incontro è caratterizzato da circostanze, desideri, attese; ogni incontro, vissuto intensamente, è carico di speranze, attenzioni; ma ogni incontro, necessariamente, ha bisogno di un luogo perché esso avvenga. Carissima Cappadocia, il primo pensiero di questa mia breve riflessione è rivolto a te: testimone silenzioso, discreto e nel contempo complice di un incontro.

Perché tale è stato il week-end di A.C. del 4/6 Ottobre scorso: un incontro. Condivisione vera e sincera di un momento.

Non c’era tanto in noi il desiderio di progettare grandi cose, quanto la volontà di riaffermare e dare nuovo slancio alle finalità già presenti… “chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, si fa lui pure più uomo ”.

“Vogliamo seguire il Signore ” questo lo slogan che ha caratterizzato l’incontro e il Vescovo, graditissima e importante la sua presenza, ce lo ha ribadito nel suo intervento: è da Cristo che bisogna sempre ripartire, un Cristo da conoscere, amare, lodare ed imitare.

In tal senso ogni incontro assume dunque l’aspetto di una riscoperta della novità già presente tra noi. Certo, ha bisogno di essere alimentata, fortificata, difesa, ma nello stesso tempo esige di essere comunicata, annunciata perché in questo troviamo il senso del nostro stare insieme. In questo rivitalizziamo la nostra appartenenza a Cristo, alla Chiesa, all’Azione Cattolica. è stato sicuramente un momento bello e importante per tutti noi; personalmente ho avuto la possibilità di conoscere meglio alcune persone, condividere con loro i vari momenti di preghiera, di riflessione fino ai momenti di relax . è stato un momento di dialogo e di confronto, in cui tutti siamo stati chiamati a condividere con gli altri il proprio cammino. Ed è con questo forte spirito di condivisione e con la consapevolezza di Quello che c’è tra noi, che dovremmo affrontare i prossimi anni: insieme e da soli, nelle nostre realtà locali e in diocesi. “e’ la perfetta, anche se sofferta, unità, il segno ultimo della maturità cristiana, dalla quale saremo riconosciuti come discepoli del Cristo Risorto ”

Carissima Cappadocia, testimone di un incontro, il mio personalissimo legame a te si è sicuramente rafforzato : hai svolto a meraviglia il tuo dovere.

A presto. Ciao !

Gino Fiorini


Per dirla con un'espressione: "ci proprio voleva!".

Ci voleva un week-end associativo per fermarci “con lo sguardo fisso su Gesù” e per pensare-ripensare la nostra AC insieme, insieme con tutti i settori, insieme con la Chiesa, con il vescovo.

Dell'equipe giovani c'era una buona rappresentanza; uno slancio significativo per il nostro lavoro di programmazione l'abbiamo ricevuto dall'intervento di Mons. Lorenzo Loppa, che ci ha illustrato gli strumenti e le mete del nostro operare a servizio della Chiesa ("Duc in altum" ); dal nostro presidente Raniero, il quale ha voluto evidenziare l'essenziale dell' AC: Formazione ("prendere la forma del nostro Signore"), missione, unitarietà; infine da Romina Ramazzotti, membro del centro nazionale. Romina, oltre a presentare il cammino del triennio, i testi e le guide a noi del settore giovani, ci ha comunicato la sua esperienza come ex vice presidente per i giovani diocesana e consigliera nazionale.

Siamo alla prima tappa del cammino che ci porterà ad essere "semplicemente cristiani"; è la tappa del discepolato, è la tappa in cui, come AC, ci facciamo carico della non fede nostra e degli altri, per trasformarla in "compagnia", la cui immagine è quella dello spezzare il Pane insieme a Gesù, che spezza il Pane ed è Pane spezzato. Romina ci ha ben suggerito: "Ripartiamo da noi"; e come giovani ripartiremo proprio da noi, noi animatori, noi educatori ACR, noi appartenenti ai gruppi presenti in diocesi.

Ripartiremo dalla Formazione, dal momento che "la Formazione è l'esperienza in cui ciascuno prende in mano la propria vita per capire chi è, per decidere chi vuole essere .

La Formazione è questo impegno a trovare e ritrovare di continuo dentro di sé la via del cuore (Paola Bignardi); perché sia la voglia di raccontare Gesù che incontriamo e viviamo nel quotidiano a renderci missionari. Le coordinate del cammino saranno: Pregare, Condividere, Discernere, ossia la regola spirituale per giovani e giovanissimi. A proposito dei 15-18 enni il nostro obiettivo è, innanzitutto, di diversificare le proposte tra i ragazzi "new-entry" e coloro che, essendo già in cammino, richiedono iniziative più forti, come gli esercizi spirituali; infine scommetteremo molto sull'attività scolastica, che è il quotidiano del giovanissimo e che è il luogo in cui egli può essere cristiano e testimone essendo "studente entusiasta, pieno di iniziativa, di voglia di essere e di vivere alla grande il tempo della scuola" . In questo potrà aiutarci il MSAC, il Movimento Studenti di Azione Cattolica.

Questo è per l'AC l'anno della Novità, del Rinnovamento, perché cerca semplicemente l'Essenziale, Gesù, per vederlo, raccontarlo, seguirlo. Ci auguriamo e ci proponiamo, come giovani, di rinnovarci, insieme a tutta la nostra associazione, aprendoci sempre alla Novità di Gesù.

Silvia Anielli


A CAPPADOCIA PER…

Tre giornate per fare e per essere l’AC diocesana: ecco cos’è stato il week-end unitario tenutosi a Cappadocia lo scorso 6/8 ottobre.

L’ ACR, il settore giovani e quello adulti si sono ritrovati insieme per essere un’AC rinnovata, bella e …possibile!!!

Il clima è stato dei migliori: un affiatamento che fa ben sperare per il biennio che abbiamo di fronte.

Tre le parole chiave del cammino dell’ AC diocesana: formazione, missionarietà, unitarietà.

Formazione: è il cuore dell’ esperienza dell’ AC, è il cuore del rinnovamento che la nostra associazione, a partire dall’ XI Assemblea nazionale, vuole far proprio; una formazione che non sia solo competenza tecnica, ma crescita della spiritualità personale di ciascuno di noi; una formazione per essere veramente laici di AC.

Missionarietà: è la risposta più alta alla chiamata del Signore, è annuncio al vicino, ma è anche volontà di essere una voce (quella cristiana) presente in tutte le dimensioni della vita sociale (famiglia, scuola, lavoro).

Unitarietà: è necessario, oggi più che mai, che le forze di AC si uniscano e progettino itinerari comuni.

I propositi sembrano essere non buoni, ma ottimi; al resto ci penserà il Signore. Comunque vada, “andrà da Dio”.

Massimo Fruscella