Con lo sguardo fisso su Gesù
Credo che sia importante in questo momento della vita associativa aiutarci a trovare insieme il volto che vogliamo dare alla nostra A.C. e quali volti di persone possono concretamente rappresentarla nella ferialità della vita quotidiana, nella semplicità della vita parrocchiale.
Un punto di riferimento importante è certamente l’XI Assemblea Nazionale che si è svolta a Roma dal 25 al 28 Aprile; la presidente uscente (e recentemente riconfermata) Paola Bignardi ci ha parlato di un’Azione Cattolica che esce da un tempo di prova caratterizzato da un calo costante di adesioni, da una scarsa disponibilità ad assumere responsabilità all’interno dell’associazione, da una perdita di fiducia nella nostra esperienza, da un appiattimento della vita associativa.Un altro segno di tale crisi è certamente l’eccessivo ripiegamento su noi stessi in confronto con la comunità civile; l’aver temuto in modo eccessivo i problemi e aver guardato il mondo con poco amore.
È stata tuttavia un’ A.C. fedele nella prova che ha saputo scegliere come via d’uscita lo stare in ascolto del Signore che parla, stando tesi verso il volto di Colui del quale non vogliamo perdere neppure una parola, neppure un pensiero, riandando alla motivazione essenziale della nostra scelta che è la sequela del Cristo nostro unico Maestro e Signore. Un’associazione che è capace di stare in silenzio di fronte al Signore, in atteggiamento di preghiera.
In questi due atteggiamenti possiamo trovare la fonte del nostro rinnovarci e di una ripresa dell’azione missionaria.
Un forte incoraggiamento ci è stato dato dai Vescovi italiani, con la lettera inviata in occasione dell’Assemblea Nazionale, in cui esprimono “la convinzione che l’Azione Cattolica continui ad essere una preziosa esperienza di cui la Chiesa - e ogni Chiesa particolare - non possono fare a meno”. I Vescovi ci hanno riconosciuto il merito di aver saputo tradurre a livello popolare le scelte conciliari della Chiesa nella catechesi, nella liturgia, nella carità.
I Vescovi desiderano una A.C. che sia capace di “dire il Vangelo con le parole semplici della vita quotidiana, per imparare a parlare al cuore di ogni uomo; un’A.C. disponibile al dialogo sui grandi temi della vita e in grado di accettare le sfide lanciate dalla cultura contemporanea, indirizzando i soci verso una coraggiosa testimonianza dei valori evangelici nella vita sociale inserendosi con passione negli ambienti di vita: la famiglia, la scuola, il mondo del lavoro e quello delle relazioni sociali, la politica.
Quale volto per l’A.C. del futuro? È quello delineato nel documento finale dell’Assemblea, partendo dal presupposto che oggi non si nasce di A.C. ma si diventa di A.C. attraverso momenti di proposta, di gradualità, di maturazione. Il cammino formativo è al centro dell’Azione Cattolica che vogliamo realizzare, formazione che significa innanzitutto conformarsi, prendere la stessa forma, ognuno nella propria originalità, del Maestro. Una formazione che prende come modello la famiglia, in cui la crescita avviene attraverso l’accompagnamento personale e il calore delle relazioni.
L’A.C. del futuro è missionaria; il Papa, nell’udienza del 26 Aprile ci ha detto che “la Chiesa non può fare a meno dell’Azione Cattolica. La Chiesa ha bisogno di un gruppo di laici, che, fedeli alla loro vocazione e stretti attorno ai Pastori, siano disposti a condividere la quotidiana fatica dell’ evangelizzazione in ogni ambiente”.
Credo che possiamo proseguire in questo orizzonte forti dell’incoraggiamento del Papa: “Azione Cattolica, non avere paura! Tu appartieni alla Chiesa e stai a cuore al Signore, che non cessa di guidare i tuoi passi verso la novità mai scontata e mai superata del Vangelo”.
Raniero Marucci