L’
idiozia della Croce
accoglienza in
diocesi della croce della GMG
Luci nella notte, fiaccole ardenti contro la pioggia, il calore delle voci unanimi a sfidare il freddo della sera, volti ferventi nell’attesa di un evento importante, pellegrinaggio silenzioso verso la Chiesa-Cattedrale.
Queste le immagini significative di un programma totalmente rivoluzionato, che i solerti organizzatori della Pastorale Giovanile Diocesana hanno dovuto reinventare.
A partire dall’accoglienza prevista ad Anagni in porta Cerere e svoltasi invece all’ingresso dell’Ospedale Civile; una Croce, insomma, che non è voluta rimanere “alle porte”, ma è andata nel cuore di un’umanità che soffre.
La sera del 21 di Novembre quando i giovani della Diocesi di Latina hanno consegnato la Croce ai Giovani di Anagni-Alatri tutti ci saremmo aspettati festa, canti, partecipazione di più giovani possibile.
Anche qui il programma originario prevedeva diversamente: la croce doveva essere portata dai giovani “credenti” in mezzo ai loro coetanei; ma il maltempo ha impedito tutto ciò.
E così quel sostare presso la Croce, a tratti faticoso e arido, di noi tutti, costretti nella Cattedrale per il resto della serata, ci ha rigenerato e aperto le porte della mente: non si può dare agli altri qualcosa che non si ha, occorre prima contemplare e poi agire, prima “saperci stare” (alla Croce) e poi annunciare che è vita.
Ma ci ha aperto anche le porte del cuore. E così dalla contemplazione del “legno” siamo passati alla contemplazione dei “crocefissi” di oggi: Chiara Amirante e la Comunità Nuovi Orizzonti, i giovani della Parrocchia Regina Pacis di Fiuggi.
Dalla voce viva di Padre Mario abbiamo appreso che vivere è amare (come recita il testo di una sua canzone), quando il resto del mondo , nonostante “il Verbo si sia fatto carne” 2000 anni or sono , continua a dire che vivere è apparire , avere, comandare.
L’ascolto della Parola di Dio, il canto di invocazione, il messaggio-lettera del nostro Vescovo e una veglia protrattasi per tutta la notte, gli altri momenti salienti di questo evento.
Altro momento ricco di suggestioni è stato il passaggio della Croce ad Alatri.
L’abbraccio del legno “trasversale” della Croce che ha unito i due maggiori centri di tutta la Diocesi in una cosa sola, è stata la vera esperienza che la nostra Chiesa ha vissuto nella Peregrinatio Crucis. Un’ esperienza che impegna la nostra volontà di uomini e la nostra fede di credenti.
Così ad Alatri: dalle fiaccole accese al girone, luogo di incontro dei giovani della città e luogo di accoglienza della Croce portata dai giovani di Anagni, alla processione fino alla Concattedrale, quindi la celebrazione Eucaristica.
E poi, veglia, canto, partecipazione, preghiera e un “trovata originale”: la visita dei giovani delle scuole la mattina seguente. Tutti ai piedi della croce di Gesù, la quale o si fa entrare nella vita quotidiana o è pura follia
La Croce delle G. M. G. è stata poi consegnata ai giovani di Ferentino (Diocesi di Frosinone) come segno della condivisione della fede fra le Chiese.
La Croce se ne va, ma il cuore non rimane vuoto, anzi si riempie di senso, e dà alla vita la grinta per ricreare ancora le vie della speranza.
Francesco Sordo