AC Reporter                               Dicembre 2000

Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore". (Luca 2,10-11)

Le feste natalizie quest'anno rappresentano un evento del tutto singolare, e questo per due motivi: 1) la conclusione dell'anno giubilare; 2) l'inizio del terzo millennio.

In un momento così speciale, l'augurio che vogliamo rivolgere a tutti i soci e agli amici dell'AC ci è suggerito dalle parole dell'angelo ai pastori: "vi annuncio una grande gioia". Che la nascita del Bambino Gesù porti a ciascuno una gioia profonda, quella gioia "vera" capace di contagiare ogni persona che incontriamo.

AUGURI DI BUON NATALE E BUON ANNO

La Presidenza diocesana

Tempo dello Spirito

La notte del Natale

Il giorno e la notte scandiscono radicalmente e semplicemente il tempo umano nel loro annunciarsi e nel loro congedarsi: esperienza primordiale e universale.

Rimasi colpito dal terrore panico che colpì gli animali durante l’eclissi totale di qualche decennio fa, quando d’improvviso si ripiombò in una notte fredda e inaspettata…

L’alternarsi del giorno e della notte è una esperienza talmente radicale e abissale da strutturare la simbolica religiosa ad ogni latitudine: tenebre e luce, angoscia e gioia, male e bene, terrestre e celeste, morte e vita, caos e Dio.

Il fatto che l’evento che ha cambiato l’uomo e la storia, il natale di Dio, sia avvenuto di notte e sia stato annunciato con una grande luce, non mi pare proprio un caso né una banalità! E però il nostro tempo sta vivendo lo stravolgimento della notte, la quale nelle nostre città è rimasta solo un riferimento cronografico; al di là di questo non esiste più l’abisso delle tenebre trapunto di stelle, quale potenza evocativa! La notte è diventata impercettibile, soffocata dall’inquinamento luminoso delle nostre luci urbane. La notte non evoca più il mistero metafisico dell’essere che si contrappone al nulla,ma solo le luci livide e rutilanti della caotica città dell’uomo.

Si, l’uomo non può apprezzare in pieno la luce del giorno, poiché neppure le tenebre sono vissute da lui in quanto tenebre...; esse ci sono, spirituali e dense, ma chi le potrà mai avvertire?

Chi ne assaporerà la loro disperata assurdità si da urlare salvezza?

Se non s’avverte su di sé l’alito gelido della notte del nulla nessuno si rivolgerà alla potenza del Figlio che ci è stato dato.

Insieme all’ annuncio dell’ evento, è questo il grande compito dei cristiani di oggi: svelare il nulla, aiutare gli uomini a ficcare gli occhi nelle tenebre della loro esistenza.

Don Bruno Durante

In diretta collaborazione

Una "Azione" veramente "Cattolica"
Cioè: Una-Santa-Apostolica
+ Francesco Lambiasi

Attività diocesane

Programma