DICIASSETTE ANNI
Due
sorellastre adolescenti, diversamente considerate dai singoli genitori:
errabonda e un po' scapestrata Tao Lan, studentessa modello Yu Xiaoqin. Durante
un violento diverbio per pochi spiccioli sottratti in famiglia, una bugìa di
Xiaoqin, prontamente accettata dal padre, Tao Lan colpisce la sorella e
involontariamente la uccide. Sarà condannata a diciassette anni di carcere. Un
permesso premio per capodanno, quasi alla fine della pena, troverà Tao Lan
radicalmente cambiata, quasi annullata. Accompagnata da una guardia per
ritrovare la casa -la vecchia non c'è più - incontrerà un imbarazzo estremo
da parte dei vecchi genitori, quasi un astio e un rifiuto, che sembrano
ritardare la conciliazione: ricorda indistintamente le loro colpe educative ed
affettive, mentre il suo gesto d'ira, conseguente alla menzogna della
sorellastra, segnò l'inizio della dissoluzione della famiglia. Ricostruire sarà
arduo, ma forse non impossibile.
Premio
Speciale della Giuria a Venezia 1999
da
"Di
generazione in generazione"
cammino formativo del Settore Adulti 2001-2002
SCHEDA
DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI
Nazionalità:
Italia, 2000
Genere:Drammatico
Regia:
Zhang Yuan
Interpreti:
Liu Lin (Tao Lan), Li Bingbing (Chen Jie), Li
Yeding (Tao Airong), Liang Song (Yu Zheng Gao), Li Yun (Yu Xiaoqin).
Dur.:
90'
Giudizio: Raccomandabile/realistico**
Tematiche: Carcere; Donna; Famiglia - genitori figli; Politica-Società; Solidarietà-Amore;
Soggetto: Diciassette anni addietro. Tao Lan e Yu Xiaoqin sono due sorellastre dal carettere molto diverso ma con alcune cose in comune: una piccola camera da letto e il desiderio di lasciare quanto prima la turbolenta atmosfera familiare. Yu ruba al padre i pochi soldi destinati alla spesa e fa ricadere la colpa su Tao che, non potendo provare la propria innocenza, diventa la vergogna della madre. Più tardi, in un vicolo, Tao chiede spiegazioni a Yu, la quale però continua a mostrarsi indifferente. Tao, fuori di sé, la colpisce alla testa con una canna di bambù. Yu muore, la madre e il patrigno sono ammutoliti dal dolore e dallo shock. Diciassette anni dopo. Insieme ad altre detenute, Tao riceve un permesso per andare a passare a casa le feste di fine anno. Mentre le altre trovano subito i familiari ad accoglierle, Tao é sola. Chen Jie, una secondina, si offre di accompagnarla: la vecchia casa é stata demolita, Pechino é cambiata, nei nuovi quartieri sono state trasferite molte famiglie. Mentre attraversano le strade, Tao capisce di essere del tutto estranea alla nuova realtà della città. E' sera tardi, quando arrivano all'appartamento dei genitori. L'impatto é difficilissimo, il dolore non é scomparso. La presenza di Chen Jie, donna in divisa, diventa fondamentale per rompere la barriera di diffidenza e creare le premesse per un timido riavvicinamento tra la ragazza e la sua famiglia.
Valutazione Pastorale: All'edizione 1999 della Mostra del cinema di Venezia, il film ha partecipato con nazionalità italiana perché non aveva ottenuto dalle autorità cinesi quel nulla osta che é arrivato tempo dopo, e a prezzo di qualche taglio. E' interessante notare che l'accusa principale mossa al film era quella di essere pessimista. Sembra invece di poter dire che "Diciassette anni" esprime sentimenti e sensazioni esattamente contrari. Dominante, sullo sfondo, il contrasto tra la vecchia e la nuova Cina: i quartieri antichi di Pechino demoliti, e quelli nuovi costruiti secondo piani urbanistici più razionali. Un cambiamento esteriore, cui dovrebbe corrispondere un cambiamento di mentalità, di diverso approccio alle cose. Ma non è ancora così: il rapporto tra gli anziani e la ragazza ormai donna stenta a ricomporsi, il passato non si supera, la tragedia incombe. Pregevole nella costruzione, di grande commozione negli spunti autentici che offre, il film riesce a conciliare realismo e interiorità: lo sguardo affranto del vecchio, l'amore materno trattenuto, l'importanza non detta del perdono, il senso della responsabilità con cui ciascuno é chiamato a confrontarsi. Tanti stimoli di riflessione per un racconto intimista, che fa balenare la luce della speranza, senza offrirla come traguardo scontato. Dal punto di vista pastorale, il film esprime atteggiamenti e sviluppi narrativi in chiave sempre molto positiva: da valutare come raccomandabile, e realistico per come riesce a mantenere vivi i luoghi in cui si svolge e a farli diventare anch'essi protagonisti.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre anche in altre circostanze, sui temi non solo della Cina contemporanea ma, più ampiamente, dei rapporti familiari.