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Vacanza Formativa per adulti e famiglie
Mazzin di Fassa (TN)
20-30 Agosto 2006
 

I laici, anima del mondo

Sintesi


I LAICI, OVVERO L’ANIMA DEL MONDO
A Mazzin di Fassa dal 20 al 30 agosto la ‘vacanza formativa’ dell’AC diocesana

 L’esperienza di una vacanza per famiglia dai numeri impossibili

Quest’anno invece che 400 saranno un po’ meno perché la struttura alberghiera non consente di più. Sei saranno comunque i pullman che partiranno alla volta di Mazzin di Fassa nel Trentino all’alba del prossimo 20 agosto. Gli adulti dell’AC in versione familiare si ritrovano così a dar vita ad un’esperienza ormai consolidata negli ultimi 10 anni, da quando cioè si decise di passare dalle tende di Pizzone (nel Molise) ad una più confortevole struttura recettiva, con il valore aggiunto di ambienti naturalistici ancor più suggestivi (anche in Svizzera e in Val d’Aosta). E con il non trascurabile vantaggio di veder lievitato il numero dei partecipanti, a causa di un obiettivo rapporto tra qualità e prezzo che non ha l’eguale. Fa un certo effetto ritrovarsi così in tanti: moglie e marito con figli e qualche volta suocera al seguito. Per fare cosa? In primo luogo camminare sui sentieri per tutti i gusti, a seconda delle esigenze di ciascuno, con la possibilità di conoscere alcune tra le più celebrate vette d’Europa. Poi serate in allegria tra stornelli e danze, cinema ed amene chiacchierate per il centro storico e ancora buona tavola e naturalmente partite a calcetto o a scopone.  All’interno di una ‘vacanza’ così attenta al corpo si inserisce con naturalezza l’attenzione a proporre un momento che parli anche all’anima. Al mattino con le lodi e alla sera, dopo la messa, con i vespri. E così di momento in momento si riassapora la preghiera come respiro profondo e spesso rimosso, che cambia volto, grazie alla Parola ascoltata e brevemente meditata. Poi in alcuni giorni, nel tardo pomeriggio, ci si ritrova pure per gruppi, coordinati da un animatore, per affrontare insieme un tema. L’anno scorso fu la volta di ‘maschio e femmina Dio li creò’, con tutto quel che ne consegue, sempre con un’attenzione ai risvolti sociali, psicologici, educativi e soprattutto cristiani, per ritrovare in ogni questione l’originalità della prospettiva credente.

Il tema di quest’anno è il laico per capire che cosa è laicità e cosa laicismo

Il filo rosso di quest’anno è la figura del laico, lasciandosi attrarre da quanto la Lumen Gentium suggerisce con la scelta di far precedere alla concreta articolazione della Chiesa che resta ‘Mistero’ (cap. I), quella riflessione sulla categoria di ‘popolo di Dio’ (cap. II) entro cui collocare in pari dignità sia la gerarchia (cap. III) che il laicato (cap. IV), entrambi misurati dall’unica tensione possibile che è poi la ‘universale vocazione alla santità’ (cap. V), di cui i religiosi sono una sorta di avanguardia profetica (cap. VI).

Riscoprire chi è il laico aiuta non solo a definire meglio i rapporti all’interno della comunità cristiana, ma ancor più a mettere in luce l’indole secolare che per la prima volta in positivo definisce la categoria di persone che al 95% fanno la chiesa. E proprio la secolarità, cioè la sua radicale vocazione al mondo, da fermentare in senso evangelico, sarà la prospettiva privilegiata. Se infatti “per loro vocazione è proprio dei laici cercare il Regno di Dio, trattando le cose temporali e ordinarle secondo Dio” (LG, 31), allora diventerà più semplice capire cosa è laicità e cosa invece laicismo. Ma soprattutto si chiarirà, almeno questo è l’auspicio, che la speranza cristiana non può prescindere da quelli che sono i territori quotidiani in cui la vita è fecondata dall’apporto di tanti volti sconosciuti e determinanti allo stesso tempo.

 I testimoni previsti che ‘raccontano’ la propria vita laica

La scelta di quest’anno e di privilegiare l’ascolto di testimoni al semplice confronto nei gruppi. Non che il dialogo mancherà, però si è deciso di misurarsi con persone esterne che possano provocare con il ‘racconto’ della loro esperienza. Non é solo un metodo diverso, ma anche il desiderio di mettere in cattedra laici che possano mostrare con la forza dell’evidenza quel che talvolta si fatica a teorizzare. Per ora ha assicurato la sua presenza la sen. Paola Binetti, pedagogista e già presidente del Movimento ‘Scienza e Vita’, che porterà la sua esperienza di parlamentare, ma ancor più credente esposta sui grandi temi della vita. Sono attesi pure altri due laici: il dott. Claudio Gentili, direttore della rivista ‘La Società’, a cui verrà chiesto di tratteggiare il profilo del laico nell’attuale congiuntura. E il teologo anch’esso laico, Andrea Grillo, che dovrebbe abbozzare una sorta di spiritualità laicale.

 L’aggancio con la vita diocesana in attesa della Consulta dei laici

A Fiuggi come è noto a fine-settembre ci sarà il consueto appuntamento con l’Assemblea pastorale che ha messo a tema proprio la testimonianza dei laici , ‘servitori della speranza sui territori del vissuto’, all’insegna della domanda:”Che cosa possiamo sperare?”. In fondo la ‘vacanza formativa’ dell’AC si propone come una sorta di prologo dell’evento ecclesiale, con il vantaggio di dare rilievo all’esperienza concreta di alcuni. Sarà poi importante dopo Fiuggi dare seguito all’invito più volte espresso proprio dal vescovo Lorenzo di ricostituire la ‘Consulta dei laici’, cioè un organismo agile e rappresentativo che possa far convergere periodicamente la sensibilità non solo di quelli associati in movimenti o gruppi, ma anche semplicemente di quelli presenti nelle nostre parrocchie e soprattutto negli ambienti di vita. L’obiettivo ultimo è proprio quello di ritrovare una percezione più nitida del contributo dei laici, senza di quali la corsa del vangelo – oggi più che mai – è a rischio di poter essere portata a compimento. Come annotava efficacemente più di 40 anni fa il Vaticano II:”I laici sono particolarmente chiamati a rendere presente e operosa la chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze, in cui essa non può diventare sale della terra se non per mezzo loro. Così ogni laico, per ragione degli stessi doni ricevuti, è il testimonio e insieme lo strumento vivo della chiesa stessa (…) Grava quindi su tutti i laici il glorioso peso di lavorare, perché il divino disegno raggiunga ogni giorno più tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutta la terra. Sia perciò loro aperta qualunque via affinché, secondo le loro forze e le necessità dei tempi, anch’essi attivamente partecipino all’opera salvifica della chiesa” (LG, 33).

don Domenico Pompili
da Avvenire Lazio Sette del 23-7-06

 

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