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S.
GIOV. BATTISTA E S. M. ASSUNTA
Piglio
Festa del “Ciao”: aria di novità
Se, come si
suol dire, “chi ben comincia è a metà dell’opera” allora quest’anno di A.C.R.,
sarà da ricordare.
Infatti, domenica 22 ottobre, nella parrocchia di San
Giovanni Battista, si è svolta la “Festa del CIAO” per iniziare con i
ragazzi il cammino annuale.
Nelle migliori previsioni, noi educatori ci aspettavamo
una sessantina di bambini ed invece, dopo qualche bans e qualche risata, quasi
ottanta “accierrini” si sono mossi tra gli stands dei “5 sensi” per re-imparare
a scoprire il mondo che li circonda.
Tra una
canzone (udito), un disegno (vista), diversi profumi (olfatto), assaggi (gusto)
e giochi (tatto), siamo arrivati al momento tanto atteso: presentare i nuovi
educatori delle due parrocchie del Paese.
Melania,
Cristopher, Veronica, Alessandro, Daiana, Elia, Alessandro C, Ramona e Andrea
hanno finalmente conosciuto i “loro” ragazzi, emozionandosi per loro e con loro.
Grazie a
questi ventenni volenterosi, ai bambini presenti e alla partecipazione della
nostra presidente e del nostro parroco, questa festa ha lasciato una sensazione
di novità, di vigore e buona volontà di cui sentivamo tanto il bisogno.
Per finire, il momento di preghiera conclusivo ci ha dato
la certezza che non saremo mai soli nell’avventura A.C.R né tantomeno in quella
della vita: “BELLO, VERO?”
Allora, ciò che di bello sperimentiamo nel mondo,
gridiamolo agli altri. CORAGGIO!!!!
Chiara Lucidi
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L’avventura
a Cecchina dell’ACR di Piglio e Anagni
ALLA RICERCA DEL PROFONDO BLU
Un viaggio alla scoperta di se stessi e dell’Eucaristia con
Nemo e Mosè |
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Molti sono gli impegni che un
ragazzo ha durante l’estate, ma tra tutti certamente il più atteso, per
alcuni ovviamente, è quello del campo-scuola. Come ogni anno, dopo mille
peripezie, esso arriva, pronto a far dare il meglio e ai ragazzi e a tutta
l’equipe che lo ha organizzato. Così è avvenuto anche per i ragazzi
dell’ACR, di Piglio dal 31 luglio al 5 agosto.
Ad essi si sono aggiunti, per
quest’anno ma sperando che la collaborazione continui, alcuni ragazzi,
accompagnati dai propri educatori, della Parrocchia di Santa Maria di
Anagni, la Cattedrale per capirci.
L’esperienza alla volta di
Cecchina, frazione a cavallo del comune di Ariccia e di Albano, vedeva i
nostri ragazzi, una quarantina in tutto esclusi i nove educatori, le tre
cuoche e l’unico assistente don Marcello, pronti ad affrontare un
viaggio «Alla ricerca del Profondo Blu». Se ancora non avete capito, il
campo era guidato dal film Disney «Alla ricerca di Nemo» che
puntualmente ogni mattina veniva visto con grandissimo interesse sia dai
ragazzi sia dagli educatori, animatori e assistente, nella parte che
interessava per l’attività. Attività che vedeva i ragazzi coinvolti
sotto vari aspetti, quello della preghiera che dava, la mattina, il La a
tutta la giornata, già da lì i ragazzi cominciavano a capire su cosa
avrebbero lavorato il giorno.
Passando dal refettorio per la
colazione, si arrivava ai lavori per rendere la casa, il collegio
"Piamarta", dove si svolgeva il campo il più vivibile
possibile. Dopo la fatica del lavoro, il "riposo" durante la
visione del film "Alla ricerca di Nemo" che inquadrava in
avventura "vissuta" l’argomento della riflessione. Da questo
via animato, via di corsa verso il luogo dell’incontro per vedere il
tema del giorno nella vita vissuta di ciascun ragazzo. Tutto questo in due
momenti, uno un po’ più formale, per quanto formale possa essere lo
stile dell’ACR, dove in gruppi, divisi per età, si cercava di
analizzare insieme alcune situazioni che i ragazzi vivono, chi più o chi
meno nella loro vita, per poi in un secondo momento vederle attive in uno
specifico gioco finalizzato al tema del giorno. Sempre continuando a
giocare, ma non più nel contesto dell’attività, si attendeva il pranzo
con giochi a squadre miste per quanto riguarda l’età.
Dopo la fatica arriva il riposo,
si pensa, invece no! Arriva il pranzo! Momento in cui ciascuno tira fuori
il meglio di se e per recuperare le forze fagocita di tutto anche se:
"a casa non lo mangio ma… mettimene un po’!". Ecco dopo
questa fatica il riposo, ebbene sì, per la croce e meno per la delizia
della responsabile, ciascuno in camera sua a riposarsi, si fa per dire!
Dopo il presunto riposino via al lavoro per mettere su lo spettacolo per l’ultimo
giorno, poi di corsa a confronto, divisi per gruppi, con un’altra storia
parallela a quella di Nemo. La storia di Mosè, personaggio biblico che
incarna in se il tema del nostro campo. Dal pranzo a Mosè ne è passato
di tempo, allora per recuperare forze e coraggio per i tornei di calco e
pallavolo e per i giochi ad acqua di un giorno, la Merenda! Dopo il gioco
sudi, se sudi non emani certo un buon odore, se non profumi la convivenza
diventa impossibile e quindi via alle docce, pronti a lavarsi e a
profumarsi per il Signore, nella preghiera della sera, per la cena, per i
genitori che immancabilmente telefonavano all’orario prestabilito e per
la grande serata animata dai vari gruppi. Così dopo un’intensa giornata
la notte è avanzata, un breve esame di coscienza a gruppi e poi tutti a
dormire, con un po’ di fatica.
Che campo! Ma i contenuti direte
voi? I ragazzi nei vari incontri hanno potuto vedere il loro cammino
passato, presente e futuro. Hanno visto che la vita è fatti di sogni che
ci aiutano a crescere, hanno potuto capire che per crescere non si è soli
ma c’è qualcuno che ci cerca al quale a volte dobbiamo anche un po’ o
totalmente, dipende da chi, affidarci, pronti a creare con questa persona
dei legami di amicizia. Si è visto come sia difficile a volte anche tra
noi che parliamo la stessa lingua, quella dei cristiani, capire il
linguaggio di Dio, ma come questo linguaggio insieme agli altri ci aiuti a
crescere veramente liberi e può aiutare altri a crescere come noi.
Essendo l’anno dedicato interamente all’eucaristia non poteva certo
mancare un riferimento a questo! Nel cammino alla ricerca di se stessi,
nel limite della loro età, i ragazzi hanno scoperto passo passo come l’eucaristia
"dovrebbe" essere importante nella loro vita e come in essa si
possano racchiudere tutti i contenuti emersi dai vari incontri, come il
Sognare, il Crescere, l’essere Cercati, il Fare amicizia, il Sapere
parlare come Dio parla e l’essere Liberi, siano presenti nella
Eucaristia. I vari momenti di preghiera serali avevano proprio questo
scopo, far si che i ragazzi fossero preparati alla grande celebrazione
eucaristica dell’ultimo giorno. Che avventura ragazzi! Ed ora pronti ad
affrontare un altro anno di AC per poi attendere nuovamente con ansia e
trepidazione il prossimo campo.
Cinzia |
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