Festa
diocesana dei popoli
15 giugno 1999
Amicizia
e condivisione, questi i temi conduttori della “festa dei popoli” promossa
dall’Azione Cattolica diocesana e svoltasi domenica 15 giugno ad Anagni, che
ha visto riunite oltre cento persone di nazionalità, culture e religioni
diverse.
Lo
slogan della giornata “la
città dalle dodici porte”
è un’immagine
biblica e sottolinea l’esigenza di andare incontro all’altro, di aprirgli le
nostre porte (e i nostri cuori), di accoglierlo, di comprendere le sue esigenze
e di aiutarlo ad integrarsi nella nostra società, nella consapevolezza che “la
diversità è un dono che arricchisce tutti”.
Numerosa la partecipazione degli stranieri provenienti da Albania, Polonia, Bulgaria, Uganda, Nigeria, Costa d’Avorio, Eritrea e Filippine. La realizzazione della festa è stata possibile anche grazie alla collaborazione generosa e fattiva della Caritas, delle Suore Cistercensi, del Rettore del Seminario Minore, Don Antonio Castagnacci. Si-gnificativa la partecipazione dell'assessore ai servizi sociali del Comune di Anagni, Marco Tagliaboschi, il quale nel suo intervento ha sottolineato l'attenzione che le istituzioni politiche e civili possono e devono riservare alla questione dell’accoglienza degli stranieri.
Queste le fasi salienti della giornata.
· Insieme per conoscerci. Nella mattinata, mentre i bambini con i loro giochi e la loro allegria hanno invaso la piazza della cattedrale, i giovani e gli adulti, dopo un momento di conoscenza reciproca e di scambio delle proprie esperienze, si sono prodigati per la preparazione dello “spettacolo “ pomeridiano.
·
Insieme
per mangiare.
Occasione di grande condivisione è stato il pranzo che ci ha visti riuniti
attorno alla tavola per gustare insieme la “pasta
asciutta”, ma
anche alcuni piatti
stranieri.
·
Insieme
per fare festa. Nel
pomeriggio l’allegra comitiva si è riunita nella piazza a ridosso della
cattedrale per assistere allo spettacolo
animato dai vari gruppi. Si è passati dalle tipiche danze africane, ai canti in
lingua inglese e francese, dalle poesie “ciociare” di Egidia (la ciociara di
Sgurgola), ai canti popolari degli albanesi, dei polacchi e dei filippini.
·
Insieme
per pregare.
Momento culminante è stato quello della preghiera, presieduta dal nostro
Vescovo, Mons. Luigi Belloli, in cui i rappresentanti dei vari paesi nelle loro
lingue locali hanno innalzato a Dio un’
invocazione affinché
nel mondo regni la pace.
· Insieme per salutarci. Un rinfresco a base di dolci tipici dei vari paesi ha concluso “ la giornata di festa, ma non il nostro impegno a favore degli stranieri. Ci auguriamo che questo sia stato solo il primo atto di una storia di pacifica e cordiale convivenza e soprattutto. ..di amicizia.
Stefania Faiocco