In diretta collaborazione


Iniziamo con questo numero una rubrica dedicata ai temi più attuali per la vita pastorale della Diocesi e, in particolare, per l' Azione cattolica.

Si è da poco svolto l' Incontro Pastorale dedicato alla riflessione sulla Liturgia come elemento qualificante della comunicazione della Fede. Tutti ricorderete i momenti salienti, dalla relazione del Vescovo Brandolini, al dibattito, alla sintesi del nostro Vescovo.

Come associazione impegnata direttamente nella Pastorale Diocesana dobbiamo riflettere su quanto emerso, sviluppare idee e proporre iniziative, nonché farci tramite, con lo stile e il carisma che ci è proprio, delle indicazioni che in quell’occasione sono emerse.

Vorrei provare ad indicare due elementi per la riflessione delle nostre associazioni parrocchiali.

La prima riguarda i gruppi. L' associazione, nelle sue varie articolazioni, ha sempre dato spazio negli itinerari di formazione e nella catechesi al momento liturgico.

La Liturgia vissuta nel gruppo e dal gruppo è certamente più ricca e capace di realizzare quei significati che i segni vogliono indicare. Le persone sono coinvolte, partecipano attivamente, comunicano, sono rese più consapevoli del valore dei segni.

Ma la Parola, accolta e celebrata, è linfa vitale se realizza la comunione ed è efficace testimonianza della vita vissuta nella fede, nella speranza. Occorre allora insistere affinché le Celebrazioni nel gruppo non siano fini a se stesse, momenti belli ed esaltanti che smuovono i sentimenti e producono effetti sensibili immediati, che rispondono più al bisogno estetizzante e commuovono, ma che si esauriscono presto e non sanno irraggiare Spirito di vita e reale conversione.

La seconda riguarda le comunità parrocchiali Il momento liturgico per eccellenza è la Celebrazione Eucaristica della domenica nella comunità parrocchiale. E' lì che la Chiesa nella sua interezza celebra il dono della salvezza, nella proclamazione del Cristo risorto, nella partecipazione alla sua vita nell'Eucarestia. Come non vedere proprio nella liturgia domenicale parrocchiale il punto di snodo della nostra partecipazione come cristiani, ma anche come associazione alla vita della Chiesa locale?

Ai gruppi, proprio alla luce dei limiti emersi a Fiuggi, può essere chiesto di farsi maggiormente carico della formazione e della spiritualità liturgica, per aiutare i credenti ad essere protagonisti ; cristiani partecipi e non spettatori passivi. Le celebrazioni liturgiche vanno preparate perché sono il momento culmine del nostro dirci credenti, mediante una più forte consapevolezza del significato dei segni, spiegati e attualizzati; attraverso parole chiare, immediate ed efficaci, valorizzando tutti i cristiani presenti, perché ciascuno si senta parte viva del corpo di Cristo che è la Chiesa e innalzi al Salvatore il suo inno di grazie.

Marilena Ciprani

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