IN THE MOOD FOR LOVE

Un uomo e una donna in Giappone si incontrano in una pensione avendo affittato due stanze per se e i propri coniugi, sempre assenti e lontani per motivi di lavoro; tra i due nasce un forte sentimento che comunica non solo a parole, ma con gesti e abbigliamento, e che non si traduce mai in amore fisico, piuttosto nella ricerca infinita di una pienezza irraggiungibile partendo da una condizione di spaesamento e squilibrio matrimoniale, al negativo e quindi esistenziale, vissuta in assoluto riserbo e dignità, ognuno con le sue ansie e i suoi desideri profondi.

da "Di generazione in generazione" 
cammino formativo del Settore Adulti 2001-2002 


SCHEDA DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI

Genere: Commedia 
Regia: Wong Kar-wai 
Interpreti: Maggie Cheung (Li-zhen), Tony Leung (Chow). 

Nazionalità
:Hong Kong, 2000  
Dur.: 95' 

Giudizio: Raccomandabile/poetico*

Tematiche: Matrimonio - coppia;

Soggetto:

A Hong Kong, nel 1962, Chow, un giornalista di Shanghai, si trasferisce con la moglie in un modesto appartamento. Vicino arriva una coppia composta da una segretaria, Li-Zhen, e da un dirigente d'azienda. Sia la moglie di Chow che il marito di Li-Zhen trascorrono lunghi periodi all'estero per lavoro. Chow e Li-Zhen cominciano ad incontrarsi sul pianerottolo,a frequentarsi, ad andare a mangiare qualcosa insieme. Una sera a cena, parlando dei rispettivi coniugi, comprendono la realtà della situazione: i due sono amanti. Più avanti, lui riesce a scrivere un libro che ottiene successo e dice a lei che ha deciso di cercare un altro posto di lavoro. Un volta si lasciano andare a fare le prove della eventuale confessione del marito di lei. Poi per un periodo non si vedono. Più avanti, Chow le dice che partirà per Singapore, e che è innamorato. Il marito di Li-Zheng torna e lei dice a Chow che non lo cercherà più. Nel 1963 Chow è a Singapore. Nel 1966 Li-Zheng torna a vedere il vecchio appartamento. Nel 1969 Chow è in Cambogia. Tra le rovine dei templi, guarda e medita.

Valutazione Pastorale: Un film di grande qualità e di notevole pregio. Cronaca di un amore immaginato e mai vissuto, compostezza di un rapporto tra un uomo e una donna adulti che, di fronte al tradimento dei rispettivi coniugi, scelgono di non farsi male e di non fare male. Con sobrietà e serietà, la storia diventa il resoconto di un evento sentimentale intuito e avvertito ma non esplicitamente detto, affidato a sguardi e gesti, sottinteso e subito ritratto. La strategia e le scelte di stile evidenziano la materia interiore della vicenda: i due veri adulteri non si vedono mai,e tutto avviene nelle parole che stanno dietro quelle dette; le immagini poi procedono per sottrazione, di ambienti, di luci, di emozioni. Una lentezza che significa meditazione e insieme una capacità di scavare negli angoli dell'inquadratura, dove c'è spazio per gli affetti nascosti, per i travagli che significano volontà di credere ancora nei legami già creati. Delicati e profondi i dialoghi, simbologia nelle inquadrature, nelle sfumature, nella scelta della cornice degli anni '60. Film serio, dunque,specchio di una geografia dei luoghi e dell'anima capace di guardare le cose con umiltà e dignità. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare molto positivamente, raccomandabile quindi, e poetico nello svolgimento complessivo.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre in molte occasioni, come esempio di spessore da parte di una cinematografia lontana ma con tanti aspetti di interesse.

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