Lunedì 2 Giugno 2003 - Trevi nel Lazio
La Pace nasce in famiglia
Giornata Diocesana unitaria del cammino associativo

Proponiamo a tutta l’associazione questa giornata di festa che costituisce anche il momento conclusivo dell’anno associativo, in attesa dei campi estivi. Abbiamo il desiderio di salutarci con un incontro che rafforzi in noi l’ideale di comunità cristiana che vogliamo realizzare: deve essere una grande famiglia, associazione fatta di persone con tante età e volti diversi.

Nel week-end formativo e di programmazione di Cappadocia era emerso il desiderio e la necessità di rimettere al centro la famiglia proponendo dei cammini che favorissero l’incontro tra i ragazzi, i giovani e gli adulti in uno scambio reciproco dove ognuno educa l’altro, dove si sperimenta che Gesù ha un messaggio valido per tutti e una chiamata per ciascuno.

Se riconosciamo che una caratteristica fondamentale dell’Azione Cattolica è l’educazione alla fede, il sostegno e l’accompagnamento nella sequela di Gesù che ci viene incontro e ci chiama, crediamo che il modello di tale modo di essere sia naturalmente la famiglia che è fatta di legami che non costringono, che non limitano ma costruiscono, sostengono, consentono identificazioni, in cui sperimentiamo il dono dell’interdipendenza

La vita familiare ci insegna che non possiamo vivere senza gli altri, che siamo creature, figli, fratelli.

In famiglia apprendiamo il rispetto per la diversità, la responsabilità dell’impegno educativo, di far crescere l’uomo nuovo, il prendersi cura; sperimentiamo che la vita è protetta non dalle cose che abbiamo ma delle relazioni che sappiamo tessere.

Rispetto, responsabilità, interdipendenza sono anche dei piccoli ma fondamentali passi verso la costruzione di un mondo nuovo, non più basato su rapporti di forza e di potere, ma di valori come Giustizia e Perdono che, se diventano nostro bagaglio quotidiano, possono portare finalmente la pace.

Vogliamo essere costruttori di pace “realistici” partendo proprio dal nostro primo ambiente: la famiglia. Siamo tutti chiamati a ciò, tanto più in un momento come questo, che rischia di trovarci smarriti e delusi, se non avessimo la certezza del mistero Pasquale che stiamo per vivere, del Cristo che ha vinto la morte riconciliando definitivamente a sé tutte le cose.

Buona Pasqua e… “mani per tutti, tutti per mano” a Trevi il 2 Giugno.

Raniero Marucci

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