LA CANZONE DI CARLA
In questo film la speranza ha un nome fin dal titolo: è il nome di Carla, il colore della sua pelle, la bellezza del suo canto, il martirio del suo popolo e della sua terra, il Nicaragua. La speranza incontra per caso a Glasgow un altro spirito ribelle, George, giovane conducente di autobus. Una mattina, nella confusione della gente che alla fermata sale e scende dal suo mezzo, George si accorge di questa donna molto giovane e molto bella che si sta infilando tra i passeggeri, cercando di passare inosservata. La ritrova qualche giorno dopo, scopre il suo nome, viene a sapere che per mantenersi danza per strada e che faceva parte di un gruppo musicale in Nicaragua. La prima parte del film è la storia d'amore tra George e Carla, di una semplicità solare perfino tra le nebbie dei laghi scozzesi. Affascinato dal mistero della ragazza e da un'insopprimibile ansia di giustizia, George decide di tornare in Nicaragua con lei alla scoperta di una realtà sconosciuta. Siamo a metà anni '80, c'è ancora la guerra fredda e il piccolo paese centro-americano è sconvolto da un terribile conflitto intestino in cui si giocano gli interessi delle superpotenze nucleari e degli Stati Uniti in particolare. Inizia la seconda parte del film, girata tra i villaggi dei campesinos nicaraguensi: il film cambia ritmo, tra bellezze naturali di ogni genere si svolge una guerra civile che non conosce pietà. "Cerco di parlare a gente come Carla e George, gente comune e semplice. Gente che ignora molte cose, ma se sapesse si mobiliterebbe. I media tendono a presentare gli eventi in modo neutro, il pubblico resta indifferente alle tragedie che si consumano lontano da casa, perché non si rende conto che il suo piccolo mondo fa parte di un quadro più vasto": così il regista Ken Loach, autore nell'ultimo decennio di importanti film di denuncia sociale (Piovono pietre, Ladybird Ladybird, Terra e libertà), spiega le motivazioni che lo hanno convinto a girare questo film. A qualcuno Carla's song è apparso didascalico, schierato da una parte in modo preconcetto. In realtà il film di Loach è la storia di una ragazza dal bel volto indio che arriva nella vecchia e stanca Europa a portare una speranza di liberazione, una vitalità perduta. George, "l'eroe per caso" che passa dall'autobus di Glasgow ai camion dei guerriglieri sandinisti, non ha nessuna ideologia alle spalle, nessuna bandiera, nessuna certezza incrollabile per cui combattere. La sua unica fede è nella dignità dell'uomo: non si batte perché crede in una dottrina ma perché ama una persona. Solo in questo modo - dopo le tragedie di questo secolo - la militanza di George e il canto di Carla potranno incontrarsi, conoscersi, aprire la strada ad una nuova utopia per cui lottare.
da
"Il Bandolo della matassa" - Guida
all'Attenzione Annuale1997-1998
del Settore Giovani di AC
SCHEDA
DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI
Genere:
Drammatico
Regia: Ken Loach
Interpreti: Robert Carlyle (George), Oyanka Cabezas (Carla), Richard Loza
(Antonio), Scott Glenn (Bradley), Subash Sing Pall, Stewart Preston, Gary Lewis,
Margaret McAdam, Pamela Turner, Louise Goodall, Greg Friel, Ann-Marie Timoney,
Andy Townsley, Salvador Espinoza, Norma Rivera, José Meneses, Rosa Amelia Lopez
Nazionalità:Gran Bretagna,
1996
Dur.: 127'
Giudizio: Discutibile/Problematico/Dibattiti
Tematiche: Donna; Politica-Società;
Soggetto: A Glasgow nel 1987, Carla, una sudamericana, viene trovata senza biglietto sull'autobus guidato dal giovane George che, impietositosi, la aiuta a sfuggire al controllore. Sospeso per una settimana, incontra di nuovo la giovane e, vincendo le resistenze di lei, riesce a farsela amica e farla trasferire dalla squallida pensione dove abita in casa di un amico. Il successivo tentativo di suicidio di Carla svela il dramma vissuto da costei in Nicaragua, dove non ha più notizie di Antonio, il compagno di lotte nelle file sandiniste, catturato dai contras. L'affetto crescente fra loro fa sì che George, licenziato per aver portato Carla ad una romantica gita sull'autobus, prenda l'aereo con la giovane per il Nicaragua, dove George, aiutando lei a cercare il passato, si scontra con una realtà sempre più dura ed agghiacciante di morte e violenza, contrappuntata dalla dolcezza del carattere e dalla bontà della popolazione, inerme di fronte ad una guerra senza quartiere che non risparmia bambini, scuole ed ospedali, e che Bradley, un amico di Carla, americano, a capo di un'organizzazione pacifista, gli presenta nella sua atroce realtà. Bradley è reticente sulla sorte di Antonio ma, messo alle strette da George, dopo che questi è scampato ad un assalto notturno di contras al villaggio di Carla, gli rivela le atroci violenze subite dal giovane ad opera dei contras, e che ora egli ospita in casa sua. Deciso a mettere Carla di fronte ad una scelta responsabile e definitiva, le svela la verità, chiedendole però di partire con lui, dopo che avrà rivisto il suo ex compagno, dal quale ha avuto anche una bimba. Ma Carla preferisce restare accanto ad Antonio e George decide di tornare in patria.
Valutazione Pastorale: La parte migliore del film è l'incontro tra due realtà: una Glasgow proletaria, sporca, vociante, a suo modo gaglioffa e generosa ad un tempo, ignara che al di là dell'oceano, in Nicaragua, una piccola popolazione, simbolo di tanti popoli oppressi in lotta, sta pagando con la propria vita a causa delle manovre occulte di individui senza scrupoli che giocano a dividersi il mondo, in maniera sanguinosa. Calando nella realtà nicaraguense, il film conserva spontaneità e freschezza in certi quadretti e nei ritratti dal vivo della popolazione. Dove esso mostra i limiti è quando il tono si fa propagandistico, con lezioni di storia (vedi quella sul latifondo, o sulle atrocità perpetrate "solo" dalla destra), tipiche della sinistra militante, lezioni che recenti avvenimenti e rivisitazioni storiche rendono retrodatate. Il film è certamente un contributo importante a non chiudere gli occhi su una realtà, come quella sudamericana, di fronte alla quale l'uomo della strada d'Occidente pensando, dopo il Sessantotto ed il Cile, di aver esaurito l'energia per alzare il pugno e manifestare, oggi tende a girare la testa dall'altra parte, al massimo interessandosi con minor calore visto che comunque sono Paesi ex-comunisti. Il film di Ken Loach è certamente datato, ma sotto certi aspetti, viste certe tragedie in atto, attualissimo.