LA NEVE CADE SUI CEDRI

 

La neve cade sui cedri é un film delicato e irruento, simbolico e storico, intimista e generalista. Per alcuni aspetti si tratta di un thriller. Impressionanti le sequenze iniziali dove per più minuti c'é solo nebbia e nebbia e nebbia. Le perturbazioni atmosferiche (oltre alla nebbia piove molto) accompagnano le perturbazioni della vita dei protagonisti. A livello storico, sono descritte le non facili convivenze tra gli americani e la comunità di giapponesi naturalizzati. Il film è ambientato durante la seconda guerra mondiale: lo scacco di Pearl Harbour dà adito alla collettività bianca di sfogare i proprio istinti nazionalisti e idioti contro gli incolpevoli vicini giapponesi. A livello esistenziale, tutto ruota intorno al trauma del bravo Ethan Hawke (già visto ne L'attimo fuggente) che non sa darsi pace del perché il suo amore giapponese abbia preferito a lui un connazionale. Gli alberi di cedro racchiudono/rinchiudono la sofferta e irrisolta storia d'amore a cui soltanto un abbraccio finale saprà realmente dare il volo. A livello narrativo, le varie fasi di un processo penale tengono sul "chi va là" giuria e spettatore (tanto più che a fare l'arringa decisiva è l'avvocato Max von Sydow!). La quotidianità descritta dal film è attraversata da uno degli eventi bellici tra i più catastrofici dell'umanità. Ma sono anche altre le battaglie che fanno il film: la lotta tra due amici di popoli differenti; quella di un giornalista (padre e collega del protagonista) che a colpi di buon senso e tolleranza cerca di tenere a bada le pulsioni vendicative dei compaesani; la battaglia del figlio per redimere e riconciliarsi con le proprie illusioni tradite. La neve che cade a fiotti, lenta, sui cedri è segno di una pace non sdolcinata, che é meta possibile. Il nitore della candida neve dà chiarezza a tutte le nebbie del film.

da "E ti vengo a cercare..." - Guida all'Attenzione Annuale 2000-2001
del Settore Giovani di AC

SCHEDA DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI

Genere: Drammatico
nazionalità:
Usa, 1999
durata: 126 min.
regia: Scott Hicks
interpreti: Ethan Hawke, James Cromwell, Sam Shepard, Youki Kudoh, Max von Sydow.

Giudizio: Accettabile/complesso/dibattiti*

Tematiche: Conflitti etnici; Giustizia; Guerra; Letteratura; Rapporto tra culture;

Soggetto: Stato di Washington, comunità di San Piedro, anno 1950. Kazuo Miyamoto, giapponese residente negli USA, é sul banco degli imputati, accusato dell'assassinio di Carl, un pescatore bianco. Ad assistere allo svolgimento del processo c'é il giovane Ishmael Chambers, giornalista e figlio del proprietario del giornale locale. Ishmael é stato fidanzato con Hatsue, la ragazza di origini giapponesi ora moglie dell'accusato. Le vicende che hanno portato a quel momento sono ricostruite in flasback: il ritrovamento del cadavere, l'incontro tra Ishmael e Hatsue da piccoli. Viene interrogata la madre di Carl: il padre di Kazuo lavorava nella loro proprietà e gli erano stati regalati sette acri di terreno. Testimonia poi la vedova di Carl, e quindi l'avvocato difensore Nels Gudmundsson chiama Hatsue, che racconta i fatti e ribadisce l'estraneità del marito. Dopo che anche l'imputato è stato interrogato, l'avvocato difensore pronuncia l'arringa. Intanto gli avvenimenti vengono ricostruiti con maggiori elementi a disposizione. Si verifica allora che Carl, che era salito sulla lanterna della barca per liberarla dalle corde, era caduto e colpito in modo irreversibile. La giuria parla quindi di incidente. Kazuo é assolto. Hatsue abbraccia Ishmael, che si allontana nella notte innevata.

Valutazione Pastorale: Tratto dal romanzo omonimo di David Guterson, il film é insolito e curioso. I luoghi dell'azione: il Nord-Ovest degli Stati Uniti non molto frequentato a livello narrativo, una zona di frontiera fredda e poco ospitale, battuta dal ghiaccio e dalla neve. I fatti: quelli inventati diventano un pretesto opportuno e vibrante per riportare in primo piano un pezzo di storia quasi dimenticato, ossia la sottile ma decisa repressione operata dagli Stati Uniti nei confronti della comunità giaponese ivi residente all'indomani dell'attacco di Pearl Harbour. Passano pochi anni (appunto il 1950) e sui giapponesi più giovani si addensano le nubi di un rancore non ancora sopito. Più che dalla ricerca della verità, il processo è alimentato dal persistere di questi contrasti, dai sospetti, dalla ricerca di vendette personali. Sulla necessità di armonizzare l'incontro tra culture diverse fa perno il discorso dell'anziano e saggio avvocato difensore, che richiama ideali più alti di civiltà e convivenza. Qua e là il racconto è un po' farraginoso, appesantito da eccessiva enfasi, forse troppo scopertamente antiamericano. Ma il film, nell'insieme, é di notevole interesse,ricco di stimoli su temi attuali e importanti (il razzismo, l'identità, la verità...)non ultimi quelli dell'informazione, della comunicazione, della compassione( l'amore trionfa quando si è in grado di perdonare). Dal punto di vista pastorale quindi, il film é da valutare positivamente, accettabile, complesso come si diceva nelle molte suggestioni che propone, e da utilizzare per dibattiti.

Utilizzazione: valido come spettacolo, nonostante un certo calligrafismo, il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria. Opportuno poi il recupero in altre occasioni, per avviare riflessioni sui temi sopra indicati.

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