LA PAROLA AMORE ESISTE
Angela è una trentenne sola: non ha un lavoro, ma neanche problemi economici. Innamoratasi di un violoncellista che abita nel palazzo del suo psicanalista, comincia a tormentarlo con bigliettini anonimi. Gli equivoci non si fanno attendere, l'esito non sarà scontato.
Dopo La seconda volta, Calopresti abbandona le tematiche sociali per un discorso intimistico di scavo e amore del personaggio, di grazia e leggerezza dei sentimenti e delle atmosfere. L'amore è inteso non come seduzione, ma come diritto di ogni essere umano, via per sottrarsi alla solitudine e alle nevrosi di fine secolo. Amore materno, amore filiale, fissazione amorosa, romanticherie d'amore: scandito dalle note tristi del violoncello, il film indaga con finezza nel mistero delle ragioni del cuore, forte di uno spirito leggiadro che è cifra caratteristica di certo cinema d'oltralpe (la pellicola è una coproduzione franco-italiana). I due protagonisti si cercano per non trovarsi, come chiamati a mettere assieme le tessere di un mosaico che non riusciranno mai a comporre in qualcosa di facilmente interpretabile.
L'abilità del regista sta nello sfiorare i temi gravi con leggerezza, mai scordando che il baratro del crollo nervoso è lì dietro l'angolo, eppure invitando lo spettatore a sorridere delle manie collettive.
da "Libera la gioia"
- Guida all'Attenzione
Annuale 1999-2000
del Settore Giovani di AC
SCHEDA
DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI
Genere:
Drammatico
Regia:
Mimmo Calopresti
Interpreti:
Valeria Bruni Tedeschi (Angela), Fabrizio Bentivoglio (Mario Recanati), Marina
Confalone (Sara), Daria Nicolodi (madre di Angela), Valeria Milillo (Giovanna),
Maria Consagra (Olivia), Giovanna Giuliani (Carlotta), Gerard Depardieu, Roberto
De Francesco, Massimo Bonetti, Mimmo Calopresti, Victor Cavallo, Emanuela
Macchniz.
Nazionalità:Italia
(1998)
Dur.:
81'
Giudizio: Raccomandabile/Problematico/Dibattiti**
Tematiche: Donna; Matrimonio - coppia; Psicologia;
Soggetto: Angela, trent'anni, vive una vita difficile segnata da incertezze e fobie. Nella confusa ricerca dell'amore, si divide tra sedute dallo psicanalista, incontri con amiche dalla vita sentimentale irregolare, brevi colloqui con la madre, una elegante signora dell'alta borghesia che sopporta con pazienza le irregolarità della figlia. Un giorno crede di aver individuato l'uomo da amare: nello stesso palazzo dello psicanalista, abita Marco Recanati, insegnante di violoncello sulla quarantina, separato e padre di una ragazza di quindici anni. Lo avvicina, prende appuntamento per una lezione, non ci va, scrive dei biglietti che Marco trova nel cappotto di una giovane allieva, di cui equivocando si infatua. Non riuscendo a trovare un equilibrio, Angela lascia la propria casa e si trasferisce in una clinica fuori città. Qui fa amicizia con Sara, donna di mezza età, che da tempo vive sul posto e, dopo qualche tempo, decidono insieme di tornare a Roma. Sulla strada del ritorno, le vede Marco, che era andato a recuperare la propria macchina rubata. Marco riconosce Angela, dà un passaggio ad entrambe, ma poi Sara, presa dalla paura, decide di tornare indietro. La macchina si ferma. Marco e Angela, rimasti soli, la spingono fino ad un self-service.
Valutazione Pastorale: si tratta di un film delicato e intenso. La storia, con grande sensibilità, mette a nudo il disagio esistenziale contemporaneo su un tema eterno quale quello dell'amore, inteso come ricerca di pienezza di se stessi nella stima e nella valorizzazione dell'altro. Pregio del film è di sapersi muovere in contesti realistici ma tra atmosfere ora crepuscolari ora amare, sempre però all'insegna di una voglia costruttiva di cogliere la protagonista nelle sue difficoltà e nella voglia di crescere, di cambiare, di migliorare. Angela rappresenta tutte quelle persone, il cui bisogno d'amore rimane schiacciato dal gioco fatalistico e beffardo della società. Intento a mettere in luce gli aspetti spesso devianti della psicanalisi, il film è giocato sulle sfumature del sogno, sulle difficoltà dei sentimenti all'interno di una generazione post-marxista che si scontra con problemi esistenziali senza avere le capacità per affrontarli. Il film si chiude su una situazione sospesa ma di forte efficacia visiva, come un invito non ad un facile ottimismo ma a tenere la mente e il cuore aperti alla speranza di una soluzione giusta. Film quindi, dal punto di vista pastorale, altamente positivo, in grado di suscitare utili dibattiti sulle problematiche psicologiche e di esprimersi in un linguaggio comunicativo che coinvolge il pubblico giovanile.
Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e, ampiamente, in altre situazioni, per parlare di cinema e psicanalisi, rapporti di coppia, sentimenti.