Lettere in redazione

Una ragazza impegnata in parrocchia ci ha scritto :

Perché nella chiesa ci preoccupiamo tanto di ecumenismo e di tolleranza religiosa (basti vedere cosa sta facendo il Papa con Ebrei e Musulmani), quando poi al suo interno viviamo divisi in gruppetti chiusi, dove ognuno pensa a fare quello che vuole senza minimamente porsi il problema di “appartenere” ad una grande famiglia che è quella dell’intero popolo di Dio?

Sono spesso a contatto con i giovani e non nascondo di sentirmi orgoglioso di essere il presidente dell’ACI in due parrocchie dove ci sono anche altre floride realtà laicali come i catecumeni, i focolarini, i ciellini, i gruppi di preghiera di Padre Pio e quant’altro. E’ bello sentirsi membri di una stessa famiglia, ma con identità diverse!però questa gioia spesso non corrisponde a una realtà che, soprattutto vista dai giovani, sa tanto di fazioni, gruppi chiusi, ottusità mentale fino a raggiungere, per fortuna in poche occasioni, la concorrenza sleale nell’organizzare iniziative , guarda caso, tutte nello stesso periodo.

Rispondere non è semplice, anche perché non posso tacere il fatto evidente che tutti, e anche nelle associazioni laicali cattoliche, cercano di ”portare acqua al proprio mulino” sventolando vergognosamente statistiche di aderenti a iniziative megagalattiche che poi risultano, a conti fatti, stupide festicciole per “i soliti intimi”. Però dobbiamo ammettere che le “differenze” sono alla base del nostro essere uomini e cristiani e il Signore ci ama singolarmente, uno per uno, così come siamo, con la nostra individualità, la nostra personalità, il nostro modo di essere e di fare! È la differenza che ci consente di essere e di servire, lodare e pregare il Signore. Quindi la diversità dei cammini spirituali e pastorali di ogni singolo gruppo ecclesiale è la prova della “libertà” che il Padre ci dona per “stare insieme a lui e al prossimo”. La pluralità delle iniziative, inoltre, è la ricchezza del nostro quotidiano “vivere Cristo” e rappresenta la forza di una chiesa aperta, vivace, giovane, viva, in un cammino che per tutti porta al grande disegno salvifico di Verità. Apriamoli dunque questi gruppi, mantenendo la nostra identità spirituale e pastorale, per un’azione che sia sempre più coinvolgente con i giovani e per i giovani delle nostre parrocchie, contrade, città, diocesi…

Gaetano D’ Onofrio