Missione Popolare: Perché

 

L' Azione Cattolica, mai come in questo momento di forte secolarizzazione e scristianizzazione, è sollecitata a rendere più esplicito il suo carisma originario, di un laicato associato per l'evangelizzazione.

L 'iniziativa della Missione Popolare ha coinvolto l'intera Associazione, chiamata così a riscoprire e a vivere in modo speciale l'annuncio cristiano.

La scelta di una missione evangelizzatrice a Gorga è stata motivata dal fatto che questa comunità da più di dieci anni manca di un sacerdote stabile, vivendo così l'esperienza della precarietà dell'azione pastorale.

Pur nella difficoltà e nella prova, la comunità è rimasta salda nella fede. La nostra presenza ha voluto esprimerle la solidarietà dell' A.C., rinnovare la fiducia e la speranza, rilanciare con fantasia e creatività il discorso sull'annuncio del Vangelo e la vocazione del cristiano.

Marilena Ciprani

La gioia dell’annuncio
l'AC in missione a Gorga

 

"Dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro" (Mt. 18,20), questo il tema della Missione al popolo di Gorga tenuta dall’Azione Cattolica Diocesana dal 4 al 12 ottobre.

Un' esperienza "nuova" che ha riscosso grande accoglienza da parte dei soci e ha ridato entusiasmo a tutta l’associazione. La grande novità è che i missionari erano laici, giovani e adulti di Azione Cattolica, che hanno accettato la sfida di lasciare per un pò i propri impegni e dedicarsi all' annuncio del Vangelo, insieme agli assistenti diocesani Don Bruno, Don Giuseppe, Don Antonio e Don Virginio e ad alcune suore che lavorano nell’ associazione.

Armata di tanta buona volontà, ma anche con molti timori, sabato 4 ottobre la folta schiera di missionari è arrivata a Gorga, insieme al Vescovo Mons. Luigi Belloli, dove è stata accolta dal Sindaco, dal Parroco Don Gianni e dal popolo.

Dopo i saluti, nella chiesa di S. Michele, si è svolta una celebrazione della Parola che ha dato ufficialmente inizio alla missione. Incoraggianti le parole che Mons. Belloli ha rivolto a quelli che ha definito "missionari in erba", poiché era la prima volta che l’Azione Cattolica si cimentava in un’impresa simile. Numerose le iniziative proposte per portare il Vangelo a tutti, ad ognuno nella particolare condizione di vita.

La giornata iniziava alle 7,00 con la recita delle Lodi nella chiesa di S. Michele, poi durante la mattinata i missionari facevano visita alle famiglie, con un’attenzione speciale ai malati, mentre nella chiesa di S. Maria del Rosario veniva esposto il SS. Sacramento.

Nel pomeriggio c’erano le varie attività differenziate per età.

Per i ragazzi i momenti più importanti sono stati la caccia al tesoro, gli incontri pomeridiani di catechesi, la celebrazione penitenziale e infine l'esplosiva “festa del ciao” del sabato.

Per i giovani fondamentale è stato l’incontro serale, e se la prima sera pochi si sono avvicinati ai missionari che suonavano la chitarra, cantavano e ballavano in piazza, superata l’iniziale diffidenza, sempre più persone si sono unite al gruppo, fino al pieno coinvolgimento della festa conclusiva del sabato. I giovani non si sono incontrati solo per fare festa, ma anche per pregare, per riflettere e confrontarsi, per recarsi insieme a Trivigliano, dove hanno incontrato i ragazzi della "Comunità in dialogo" di Padre Matteo Tagliaferri.

Per gli adulti particolarmente significativi sono stati i "centri di ascolto" serali, occasione di dibattito, confronto e approfondimento della Parola di Dio. Anche per loro non poteva mancare la “festa”, così venerdì dopo la celebrazione della S. Messa con il rinnovo delle promesse matrimoniali degli sposi che hanno compiuto il 10°, 25° e 50° anniversario, si sono ritrovati tutti insieme a cena.

Accanto a queste iniziative specifiche altre hanno vista riunita tutta la comunità: la visita al cimitero, la celebrazione penitenziale, la Via Crucis, la fiaccolata mariana e l'Unzione degli infermi.

Per nove giorni i missionari hanno percorso le strade del paese in lungo e in largo, cercando di raggiungere e coinvolgere tutti. Tra i gorgani c 'è stata una gara di generosità verso i missionari: e quando le scorte di viveri stavano finendo c’era sempre qualcuno pronto ad invitare a pranzo o a donare pane, carne, verdura, dolci….

 La prova del loro coinvolgimento l’abbiamo avuta alla celebrazione conclusiva - domenica 12 -quando, nonostante la minaccia incombente della pioggia e il vento gelido, c’erano proprio tutti a salutare i missionari. Il momento più suggestivo della celebrazione, ma forse dell’intera missione, è stato il passaggio del crocifisso dai giovani missionari a quelli di Gorga, quindi la processione fino al Monte Calvario dove è stato issato a ricordo della missione. Questa consegna voleva simboleggiare il "mandato missionario" alla comunità gorgana, e in particolare ai giovani, perché possano annunciare il Vangelo a tutti gli uomini che incontreranno nella loro vita.

Domenica sera ognuno è tornato a casa, con tanta stanchezza da smaltire, ma anche con tanta gioia nel cuore. Sì, perché la missione è stata un grande "dono" per Gorga e per i missionari, e ha fatto sperimentare a tutti la gioia di essere cristiani e di annunciare il Vangelo. Finita la missione, ma non l’amicizia nata in quei giorni, adesso tocca ai gorgani continuare il cammino intrapreso insieme e ...chissà, forse qualche frutto già sta nascendo, certo non per i nostri meriti, ma per la grazia di Dio.

Diana Di Maggio e Stefania Faiocco

 

Intervista ai Gorgani

 

A qualche mese dalla Missione Popolare ho pensato di recarmi a Gorga per intervistare i gorgani sul suo esito.

Gli interrogativi sono stati rivolti a persone delle diverse fasce di età coinvolte nelle numerose attività dai missionari.

Ecco alcune delle risposte più significative.

Cosa ne pensi della Missione Popolare che si è svolta qui a Gorga?

“Mi ha aiutato a vedere la Chiesa in modo diverso e a conoscere meglio me stesso”.

“È stata un’ esperienza di grande amicizia tra i gorgani e i missionari”

Come te l'aspettavi?

“Diversa perché pensavo che fosse solo per gli anziani.

“Noiosa, perché credevo che sarebbero arrivati dei sacerdoti a riempirci di prediche e di cognizioni teologiche”.

Che cosa ti ha colpito di più ?

“L’ attenzione particolare riservata alle famiglie”.

“Il fatto che i missionari erano tutti dei laici”.

“Il momento di preghiera e la festa dei giovani”.

“La consegna del Crocifisso da parte dei giovani missionari ai giovani gorgani”.

Cosa è rimasto oggi della Missione?

“Un buon ricordo e tanta amicizia”.

“Un grande entusiasmo e la voglia di fare qualcosa di diverso per noi giovani e per tutto il paese”.

“L’ amore per il Signore e più attenzione agli altri”.

Roberta D’Angeli