È tempo di seminare:
la missione popolare a Torre Cajetani
ottobre 1999

Si è svolta dal 2 al 10 ottobre scorso la Missione al popolo che ha visto impegnati laici giovani e adulti di AC, Assistenti diocesani e la comunità parrocchiale di Santa Maria in Torre Cajetani.

All’ombra della torre, depositaria di secoli di storia e di fede, l’AC diocesana ha rilanciato a tutti l’annuncio del Vangelo: rinverdire e condividere coraggiosamente la fede, nella gioia e nella pace e saper leggere i carismi di cui i singoli e la comunità sono portatori.

La celebrazione di accoglienza dei missionari, in cui aleggiavano la diffidenza oltre che la paura di non essere all’altezza, ha spalancato le porte alla missione che, fin dai primi momenti, ha visto agire lo Spirito santo, animatore delle forze sempre deboli di chi annuncia, luce per coloro che accolgono con semplicità la parola di Dio, così come ha fatto il popolo di Torre.

Visita alle famiglie, preghiera comune, centri di ascolto, celebrazione comunitaria della Penitenza sono stati gli ingredienti di un programma denso che non ha tralasciato alcuna fascia di età. Dall’ACR che ha animato i pomeriggi di bambini e ragazzi diffondendo canti e gioia nell’intero borgo. Passando per i giovani, vigili osservatori (spesso critici) di una realtà paesana che li vorrebbe più protagonisti. Fino agli anziani «lucerne poste sul monte » ad illuminare la fede dei più giovani.

Suggestiva la festa della famiglia a cui hanno partecipato sposi nelle varie età della vita: coppie giovane e meno giovani, nonché una coppia con più di sessant’anni di matrimonio. Davvero un dono del Signore!

L’AC diocesana può sicuramente trarre numerosi frutti da questa esperienza. L’affiatamento tra il gruppo dei missionari seppur divisi tra i vari settori nelle attività. La riscoperta del suo essere missionaria «per natura», in tempi in cui non è più possibile essere cristiani a mezzo servizio. La sua forte identità di associazione che fa della carità e della comunione con i Pastori l’arma vincente perché il Vangelo parli agli uomini di oggi. E ancora la volontà di essere segno concreto di unità all’interno di questa chiesa diocesana.

Il Vescovo stesso nell’omelia della Messa celebrata a conclusione delle missioni nel suggestivo panorama del lago di Cerano, ha auspicato che l’AC possa fornire alla diocesi un «gruppo permanente di missionari» che formati all’ascolto della Parola di Dio e nel servizio delle parrocchie, sappiano annunciare con fede viva il Cristo, “lo stesso ieri, oggi e sempre” (Eb 13,18).

Al termine dell’ Eucarestia è stato piantato un cedro a ricordo della missione ed è stato consegnato a ciascuno un sacchetto con dei semi. E la speranza che, dopo questa missione dal "volto giovane" come ha tenuto a sottolineare il parroco Don Marcello, la fede seminata dallo Spirito di Cristo porti frutti abbondanti nella cittadina di Torre. Affinché, con le parole del Vescovo si passi "dalla missione al popolo a un popolo in missione".

Francesco Sordo

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