MOLTO RUMORE PER NULLA

 

A Messina, nella villa del ricco Leonato, arriva il principe don Pedro di ritorno dalla guerra con i suoi più stretti compagni. Qui si intrecciano gli amori tra i giovani Claudio e Hero e i bisbetici Benedetto e Beatrice. Nell'atmosfera di festa che si respira, si insinuano le macchinazioni di don Juan, l'infido fratellastro di don Pedro, che farà di tutto per cercare di sfogare il suo rancore verso Claudio, divenuto il favorito del principe. Ma nessun inganno riuscirà a vincere la prorompente forza della verità e dell'amore. 

Sono passati ormai cinquecento anni da quando William Shakespeare scrisse questa commedia. E la forza delle sue parole è rimasta immutata, segno di una grandezza che il tempo non può fiaccare. Il film, dal canto suo, non sfigura: ben lontano dalla sacralità di altre messe in scena e dall'eccessiva soggezione che il testo originale potrebbe indurre, l'operazione di Branagh, pur rispettando rigorosamente il lavoro shakespeariano, ne riesce a dimostrare pienamente la modernità. Tutto questo dando spazio a un'ambientazione solare e a una recitazione frizzante. 

Si assapora una straordinaria ebbrezza dall'inizio alla fine, nei corridoi, nei cortili, nei giardini in cui si rincorrono voci, gesti e sguardi che sembrano inneggiare alla gioia di vivere ogni momento. L'affannarsi a rincorrere l'amore, coi suoi misteri, le sue pene, le sue delizie diviene segno della voglia di gustare la grazia di un tempo di pace e letizia, che si manifesta ad ogni personaggio in tutto il suo splendore. Solo il rancore che si portano dentro impedisce a don Juan e ai suoi compari di godere e di farsi travolgere nella festa comune, ed anzi a tramare contro chi vuol celebrarla. Ma nessuna ingiustizia può vincere nel tempo benedetto delle nozze dell'amore con la verità.

da "Libera la gioia" - Guida all'Attenzione Annuale 1999-2000
del Settore Giovani di AC


SCHEDA DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI

Genere: Commedia 
Regia: Kenneth Branagh 
Interpreti: Kenneth Branagh (Benedetto), Emma Thompson (Beatrice), Robert Sean Leonard (Claudio), Kate Beckinsale (Hero), Denzel Washington (Don Pedro), Keanu Reeves (Don Juan), Michael Keaton (Dogberry), Richard Briers (Leonato) 
Nazionalità:Gran Bretagna, 1993 
Dur.: 114'

Giudizio: Accettabile-riserve/Brillante

Tematiche: Teatro;

Soggetto: don Pedro,

Valutazione Pastorale: sul collaudato ed abusato schema della commedia elisabettiana, che attinge al teatro greco-latino, Kenneth Branagh, lasciate le cupe atmosfere del suo “Enrico V” (1989), si lancia in una vertiginosa, solare e ricca rivisitazione del testo di William Shakespeare conservandone tutte le cadenze e l'incanto didascalico-descrittivo, ma miscelando, col manovrare sapientemente gesti e dinamiche degli attori, (tutti eccellenti, a parte l'incolore Keanu Reeves), e con il vertiginoso ma mai frenetico muoversi della cinepresa, il teatro ed il cinema. Ne risulta uno spettacolo assai godibile, dove il gioco delle parti, dei dialoghi ora teneri ora polemici ora didascalici, di cui vive il teatro del grande drammaturgo, si mescola in un frizzante cocktail con lo splendido paesaggio toscano, dove la sontuosa Villa Vignamaggio costituisce il palcoscenico e le quinte, e le dolci colline del Chianti il fondale, che viene opportunamente sottolineato all'inizio con il gioco del quadro dipinto da Leonato che diviene reale scena dell'azione, a sottolineare l'eterno gioco tra verità e finzione rappresentativa della stessa che è peculiare del teatro. Ottima la solare fotografia di Lanser e la suggestiva ed appropriata colonna sonora di Patrick Doyle. Uno spettacolo di classe che rivela l'indubbio talento di Branagh, a suo agio sul palcoscenico come sullo schermo. Qualche riserva per certe espressioni colorite e per l'avventura ancillare non pregiudica certo l'accettabilità del film.

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