Anno IV n. 1 OTTOBRE 99
La riforma è una grazia
A conclusione dell’Assemblea Diocesana del 24/26 settembre u. s. il Vescovo ha tracciato le linee fondamentali del programma della Chiesa Diocesana.
Tutto è sintetizzato nella parola “riforma”, intesa non come rifondazione, ma piuttosto come “ricostruzione” e “rinnovamento” .
Questa riforma – ha sottolineato Mons. Lambiasi – è una “grazia” perché il Signore ci dà la possibilità di crescere.
L’atteggiamento con cui siamo chiamati a vivere questo nuovo anno, e soprattutto il Giubileo, non è dunque lo scoraggiamento o la tristezza, ma la gioia e la speranza.
Tale riforma dovrà concretizzarsi, da una parte nel “vivere il primato del presbiterio”, dall’altra nell’impegno per “far crescere il laicato associato” .
Anche l’AC è chiamata a compiere questo cammino di riforma; non stiamo quindi a lamentarci o a piangerci addosso per le cose che non vanno, ma rimbocchiamoci le maniche, perché questa nostra Chiesa Diocesana, con la grazia di Dio, possa presentarsi al grande Giubileo del 2000 come la “sposa bella ” del Signore.
Tempo dello Spirito
Duemila: Giubileo – Anno Santo

Guarda bene questo stemma, simbolo del giubileo è quello che ha vinto il concorso mondiale indetto dal Comitato organizzatore.
Il cerchio azzurro indica il globo, fasciato quasi da una Croce: è il messaggio cristiano: Cristo morto per la salvezza di tutti. Al centro giocano in volo cinque colombe di colore diverso: indicano lo spirito di unità e riconciliazione tra tutti i popoli dei cinque continenti. La luce che viene dal centro è simbolo di Cristo , luce del mondo. I tre colori della Croce richiamano il mistero della Trinità.
GIUBILEO: fu istituito da Dio dopo la liberazione degli Ebrei dall’Egitto. Si celebrava ogni cinquant’anni: “Santificherete il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione di tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo, ognuno ritornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia… non farete né semina, né mietitura…”(Lev. 25-10)
Significato : tutti figli di Dio, non schiavi dell’uomo; suoi noi, sua la terra, tutti della stessa dignità.
Nell’anno del giubileo ogni Israelita rientrava in possesso della terra dei padri, venduta o perduta per schiavitù. L’israelita non poteva rimanere per sempre in schiavitù, doveva essere liberato; già Dio lo aveva riscattato dalla schiavitù d’Egitto. I debiti venivano condonati. Era dei poveri quello che la terra produceva spontaneamente in quell’anno del giubileo. Il Giubileo aveva un valore profetico: era un richiamo al Messia promesso, Gesù, e ai tempi messianici, tempi di liberazione e di salvezza.
“Il Grande Giubileo del 2000 è la forma di celebrare e portare a conoscenza del mondo intero, l’avvenimento centrale della fede cristiana: l’Incarnazione del figlio di Dio.”
ANNO SANTO : Gesù la sua venuta la chiama anno di grazia: ”Il Signore mi ha consacrato… mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore. ( Is. 61,1-2 Lc 4,21 )”
Nel 2000 Gesù rinnova l’anno di grazia e di misericordia.
Mentre facciamo festa ( giubilo ) per l’anniversario della sua nascita, Egli rilancia il suo messaggio di giustizia che è specialmente a protezione dei deboli ( il Papa rinnova in continuazione l’appello a condonare o ridurre i debiti dei tanti popoli poveri del terzo mondo) chiama tutti a conversione.
Le ingiustizie e il male nel mondo sono causati dal peccato. Gesù è venuto per riscattarci dalla schiavitù del peccato, solo questo può risanare la società: vincere la civiltà dell’egoismo e dell’odio con la civiltà dell’amore verso Dio, Padre che ci attende sempre a braccia aperte nella casa dove tutti siamo fratelli.
Anno Santo è prima di tutto conversione personale, riscoperta di Dio, riconoscimento di aver abbandonato la sua paternità premurosa come fece il figliuol prodigo. Come lui dobbiamo rientrare in noi stessi, sentire il bisogno del Padre, incamminarci verso di lui, cadere tra le sue braccia, rivestirci della veste preziosa, rientrare nella casa del padre da figlio coi fratelli per vivere in festa.
Questo va detto “soprattutto ai giovani, davanti ai quali la vita si apre come un cammino ricco di sorprese e di promesse”. (Giov. Paolo II)
don Angelo Pilozzi
(Delegato diocesano per il Giubileo)
In diretta collaborazione
Dio fa
casa con l’uomo. “E’ venuto ad abitare in mezzo a noi”(Gv.
1,14)
di Marilena Ciprani
Il
Vescovo al Consiglio Diocesano AC prima della missione
di Ilaria
Pettorini
È
tempo di seminare: la missione popolare a Torre Cajetani
di Francesco
Sordo
Non
abbiate paura di…aderire all'Azione Cattolica!
di Rita Graziani
Prossimi appuntamenti
Domenica 7 Novembre Assemblea Regionale della AC al Seminario Minore di Anagni
Sabato 27 e Domenica 28 Novembre l’AC diocesana incontra la comunità di Filettino
DAL 21 AL 23 Novembre la Croce del giubileo dei giovani sarà nella nostra Diocesi.