OVO SODO

Ovosodo è il rione di Livorno in cui Piero nasce nel 1974 ed è anche il suo soprannome, perché fa pensare a una cosa solida, ma con il cuore tenero. Piero cresce con la matrigna e Ivanone, il fratello ritardato, nel chiasso di un condominio popolare. Giovanna Fornari, la sua professoressa di italiano, lo vuole aiutare: gli presta i primi romanzi da leggere e lo spinge a iscriversi al liceo. Il film racconta, così, le esperienze di questo adolescente brufoloso e accigliato, alle prese con il dolore e la dolcezza della vita. Commedia all'italiana dal sottofondo malinconico, la pellicola riflette sui problemi esistenziali e le inquietudini dei giovani d'oggi: la vita è dura da digerire, proprio come un uovo sodo, ma l'ostinazione alla fine paga; Piero, divenuto operaio in una fabbrica, troverà moglie e avrà un figlio. Brio e freschezza sono le cifre caratteristiche del film, forse un po' troppo parlato e, magari, anche incapace di sottrarsi ad alcuni stereotipi di genere. Ma Virzì è bravo, sa calarsi nell'ansia delle nuove generazioni e non cede alla tentazione di farsi intrappolare dall'interpretazione di grandi attori: questa piccola folla di volti senza nome, restituisce un affresco vero della provincia nostrana, microcosmo di storie e di vita. La lezione del neorealismo è trasfigurata nel tocco leggero e colorito che è tipico della tradizione toscana. Ovosodo è un film con l'anima, sull'amore e sui giovani, ma non soltanto per loro.

da "Apriti Cuore" - Guida all'Attenzione Annuale 1998-1999
del Settore Giovani di AC


SCHEDA DEL FILM 
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI

Genere:Commedia 
Regia: Paolo Virzì 
Interpreti: Edoardo Gabriellini (Piero Mansani), Alessio Fantozzi (Ivano Mansani), Pietro Fornaciari (Nedo Mansani), Barbara Scoppa (Bianca), Monica Brachini (Mara), Nicoletta Braschi (professoressa Giovanna Fornari), Marco Cocci (Tommaso), Claudia Pandolfi (Susy), Regina Oriolo (Lisa). 
Nazionalità:
Italia, 1997
Dur.: 99'

Giudizio: Discutibile/scabrosità

Tematiche: Amicizia; Famiglia; Giovani; Lavoro;

Soggetto: A Livorno, nel popolare quartiere chiamato Ovosodo, nasce nel 1974 Piero Mansani, figlio di un ex portuale che entra ed esce di galera. Morta la mamma, Piero cresce insieme al fratello ritardato, ad una giovane matrigna molto nervosa e ai libri che gli presta Giovanna, la prediletta insegnante di lettere. Al liceo conosce Tommaso, ragazzo ribelle ed esibizionista, di famiglia molto ricca. Da lui si fa trascinare in un mondo sconosciuto popolato di artisti e filosofi, che per molti versi lo affascina. Conosce anche Lisa, cugina di Tommaso, di cui si innamora: per rivederla fa un viaggio a Roma in autostop con l’amico Mirko, la trova, entra in una casa della Roma bene tra spinelli e nottate in bianco, ritorna stralunato e più confuso di prima nel suo quartiere. Passano gli anni e i sogni della gioventù lasciano il posto alla realtà. Messa da parte la scuola, Piero si iscrive nelle liste di collocamento e viene chiamato per un impiego proprio nella fabbrica del padre di Tommaso, che intanto parte per l’America. Nel frattempo Piero riprende i rapporti con Susi, la ragazza del suo condominio che fin da piccola lo guardava con interesse. Quando gli dice di essere incinta, i due si sposano, e lei la mattina lo accompagna in macchina sul posto di lavoro. Piero è ormai un uomo.

Valutazione Pastorale: il film ha per protagonista un giovane nato in una città di provincia nel 1974 e ne segue le varie fasi della crescita fino ai giorni nostri. Si tratta quindi di una sorta di diario che segue le tappe della vita di Piero dall’adolescenza alla giovinezza alla maturità. Crescendo, Piero attra-versa tutti i momenti che nel bene e nel male hanno segnato la vita italiana dagli anni Settanta ad oggi, filtrati dall’ottica di un’esistenza trascorsa nel piccolo cerchio di un quartiere di città. La scuola, l’attrazione per l’insegnante, l’amicizia, il viaggio a Roma, l’innamoramento, la ricerca del lavoro, un figlio, il matrimonio: momenti di una vita forse scontati e prevedibili ma pro-posti proprio nel loro essere ‘unici’, perché vissuti diversamente da ciascuno di noi. Piero diventa così il rappresentante di quella fascia giovanile che si affaccia alla maturità alle soglie del Duemila. Molte situazioni descritte non sono certamente esemplari (le varie “famiglie” di Piero) e qua e là la storia indulge a qualche inutile scabrosità, come contrappunto di un tono dato alla vicenda tutto concreto e materiale, senza sfumature interiori o introspettive. Film quindi, dal punto di vista pastorale, da ritenere discutibile per una certa forzatura negli aspetti realistici di fondo che animano il racconto.

Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza dei minori. Più opportuno proporlo in situazioni mirate, per gli spunti che offre in merito ad una riflessione sui ventenni di oggi, sulle incertezze, le attese, le speranze che caratterizzano questa fascia giovanile italiana alle soglie del terzo millennio.

torna a Cineteca