SEGRETI E BUGIE

 

Alla periferia di Londra vivono due fratelli, Cynthia e Maurice. Cynthia, che vive con la figlia Roxanne, viene contattata da Hortense, una ragazza di colore che si presenta come sua figlia. Le due donne si incontrano e, dopo i primi attimi di smarrimento, scoprono che è possibile costruire un solido rapporto. Alla festa di compleanno organizzata per Roxanne a casa di Maurice, Cynthia porta con sé Hortense, facendola passare per una collega di lavoro, salvo poi rivelare che la giovane è sua figlia: alla rivelazione ne seguono altre da parte dei presenti. E dalle tante bugie si passa alla verità. Cynthia ritorna a casa con le due figlie, che cominciano a conoscersi e a volersi bene. 

Sfondo ideale, quello della periferia londinese, per ambientare una storia che parla di sentimenti inariditi da tempo. Come è lontana la city degli affari e della vita mondana, da queste strade di povertà... Il film percorre con originalità i binari della riconciliazione e del perdono, della voglia di aprirsi all'altro e di salvare l'unità della famiglia come bene insostituibile. Peccato per quel finale così teatrale (e non a caso Leigh è regista a scrittore di teatro), che sottrae alla pellicola quella leggiadria che lo percorre nella prima parte. Nessun pericolo di caduta nel melodramma, tuttavia: gli esclusi divengono, qui, protagonisti. Non c'è spazio per le lacrime; la tensione narrativa non concede soste emotive. Le piccole e grandi bugie domestiche sono tutte inutili, sembra dire il film. Altro non fanno che creare un varco tra le persone e congelare gli affetti. Ma l'intesa, anche tra persone tanto diverse, è sempre possibile. Ricerca dell'identità, scontro tra razze e classi, ipocrisie quotidiane: temi forti, quelli con cui si confronta Mike Leigh, offrendo un film che è prima di tutto un ricco spunto di riflessione.

da "Apriti Cuore" - Guida all'Attenzione Annuale 1998-1999
del Settore Giovani di AC


SCHEDA DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI

Genere: drammatico 
Regia: Mike Leigh 
Interpreti: Marianne Jean-Baptiste (Hortense), Brenda Blethyn (Cynthia), Claire Rushbrook (Roxanne), Timothy Spall (Maurice), Phyllis Logan (Monica), Lee Ross (Paul), Ron Cook (Stuart), Elizabeth Berrington, Miche-le Austin, Brian Bovell, Trevor Laird, Claire Perkins, Elias Perkins McCook 
Nazionalità:Gran Bretagna, 1996 
Dur.: 137' 

Giudizio: Discutibile/Complesso 

Tematiche: Famiglia; 

Soggetto: Alla periferia di Londra vivono due fratelli, Cynthia e Maurice, che non si vedono da parecchio tempo. Cynthia ha con sé la figlia Roxanne e non ha simpatia per Monica, moglie di Maurice. Finalmente questi, che fa il fotografo, rompe gli indugi, va a trovare la sorella e la invita a casa sua per festeggiare tutti insieme il ventunesimo compleanno di Roxanne. Nel frat-tempo Cynthia viene contattata da Hortense, una ragazza di colore che lavora come ottica e si qualifica come figlia di Cynthia. Le due donne si incontrano e, dopo i primi attimi di smarrimento, cominciano ad uscire insieme ed a ricreare le condizioni per costruire un rapporto affettuoso. Cynthia, felice per questo affetto ritrovato, chiede al fratello di poter portare una persona alla festa di compleanno, facendola passare per collega di lavoro. Arriva il giorno stabilito, e tutti si ritrovano a casa di Maurice e Monica. Dietro l'apparente allegria, in tutti serpeggia molto nervosismo che ad un certo punto inevitabilmente viene fuori. Cynthia rivela che Hortense è sua figlia e, subito dopo, altre rivelazioni seguono tra i parenti presenti intorno al tavolo. Finalmente dalle tante bugie si passa alla verità, e Cynthia può tornare a casa propria, circondata da due figlie che cominciano a conoscersi e a stare insieme. Valutazione Pastorale: La Londra di fine secolo è una città piena di con-traddizioni che riflettono le paure e gli smarrimenti di una nazione, l'Inghil-terra, che non sa come sostituire le antiche certezze e l'autarchico orgoglio delle epoche precedenti. Il regista Leigh porta in primo piano le periferie del-la capitale, quartieri poveri e irriconoscibili dove vivono persone che non hanno mai contatto con la Londra nobile degli affari e della vita mondana. Persone che vivono una vita modesta e ritirata, fatta di un confronto esaspe-rato e crudo con la realtà quotidiana: problemi per far quadrare il bilancio, ma anche e soprattutto problemi di rapporti con gli altri, con i familiari. La protagonista ha vissuto molte relazioni ma non ha un marito, una figlia vive con lei, un'altra spunta all'improvviso, di colore, e tutto cambia nel piccolo nucleo familiare. Percorso dalla voglia di radiografare con partecipazione, aderenza e capacità introspettive un triste spaccato di società con le sue ansie e aspettative, il film si sviluppa sui binari della riconciliazione e del perdono, della voglia di aprirsi all'altro, di capirsi nella volontà comune di salvare l'u-nità della famiglia come bene prezioso e insostituibile. Va però avanzata la sensazione, dal punto di vista pastorale, che questo obiettivo rimarchevole sia raggiunto, secondo un'ottica squisitamente nordeuropea, in maniera più razionale che interiore, più facendo forza sulla mente che non sul cuore e che tutto il positivo cammino dei personaggi non sia mai supportato da momenti di afflato o ripiegamento spirituale. Il che non va a toccare la complessità del film ma soltanto ne contraddistingue bene la collocazione geografica e culturale. 

Utilizzazione: l'argomento portante del film è "la famiglia". In questa pro-spettiva, e con tutte le variazioni connesse (figli, sesso, lavoro, casa...), il film può essere utilizzato per affrontare molti e importanti argomenti, anche in ambito di gruppi ristretti parrocchiali.

torna a Cineteca