L'ULTIMO BACIO
Carlo è un pubblicitario, Giulia ha una madre che si sente in crisi con il marito; si sposeranno, ma intanto aspettano un bambino. Lui è preso dal panico, vede la fine delle libertà, e, ad una festa di matrimonio, si lascia catturare da una bionda liceale.
Nel mondo borghese, benestante e narcisista, dei trentenni, adolescenti protratti nella "sindrome di Peter Pan", la riluttanza a crescere e ad assumersi le responsabilità dell'adulto, specie da parte dei maschi, genera incertezze e smarrimenti, un "nomadismo sentimentale" o una volontà di fuga - magari in Africa - come gli amici nel film.
Anche
se le irrequietezze esistenziali rientreranno alla fine nella cosiddetta
"normalità", la fluida regia di Muccino, abile nel portare ogni
spettatore a ritrovarsi in questo o quell'aspetto o personaggio, sembra più
intenta a "cucire i contrasti e appianare i conflitti", piuttosto che
perseguire un punto di vista etico unitario. Il che aggiunge un altro elemento
di confronto in un possibile dibattito sulla condizione delle famiglie giovani,
oggi. (cf Letture, aprile 2001)
da
"Di
generazione in generazione"
cammino formativo del Settore Adulti 2001-2002
SCHEDA
DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI
Nazionalità:Italia,
2001
Genere:Commedia
Regia:
Gabriele Muccino
Interpreti:
Giovanna Mezzogiorno (Giulia), Stefano Accorsi (Carlo), Stefania
Sandrelli (Anna), Luigi Diberti (Emilio), Sabrina Impacciatore (Livia),
Pierfrancesco Favino (Marco), Marco Cocci (Alberto), Giorgio Pasotti (Adriano),
Susanna Javicoli (Luisa), Regina Orioli (Arianna), Claudio Santamaria (Paolo),
Daniela Piazza (Veronica), Martina Stella (Francesca).
Dur.: 115'
Giudizio: Accettabile-riserve/realistico
Tematiche: Amicizia; Famiglia; Famiglia - genitori figli; Giovani; Matrimonio - coppia; Solidarietà-Amore;
Soggetto: Carlo, vicino ai trenta anni e con un buon lavoro, vive con Giulia. Lei annuncia ai loro genitori di essere incinta. Anna, madre di Giulia, é nella fase critica in cui arriva la paura di invecchiare: il rapporto col marito Emilio non la soddisfa, vorrebbe nuove emozioni ma non trova la necessaria decisione. Carlo frequenta spesso gli amici coetanei. Ora si festeggia l'addio al celibato di Marco. Il clima sembra allegro, ma in realtà Adriano, Alberto e Paolo non sono felici: Adriano, marito e padre, litiga troppo di frequente con la moglie; Alberto non riesce a creare un legame stabile; Paolo cerca di trattenere Arianna chiamandola a tutte le ore e non riuscendo così ad occuparsi del padre molto malato. Accanto a loro, anche Carlo non riesce a trattenere qualche accenno di insoddisfazione. Al matrimonio di Marco, Carlo conosce Francesca, 18 anni, studentessa. Mentre Anna trova il coraggio per lasciare Emilio e andare a vivere da un'amica, Carlo e Francesca si rivedono, e lei lo invita ad una festa dei compagni di scuola. Per andarci, Carlo mente a Giulia ma la bugia viene subito scoperta: muore infatti il padre di Paolo, Giulia va da lui e qui incontra anche Adriano che doveva essere con Carlo. Quando si rivedono, Giulia assale con veemenza Carlo e gli dice di voler troncare la relazione. Sentendosi disperato, Carlo riesce prima a respingere Francesca, che gridava di essere innamorata di lui, e poi a riequilibrare con fatica la situazione andando a casa dei genitori di Giulia. Qualche anno dopo. Mentre Alberto, Paolo e Adriano, sono partiti per l'Africa nel tentativo di cambiare vita, Carlo e Giulia sono ormai sposati e hanno una bellissima bambina, Sveva. Ecco Giulia intenta a fare footing. Un ragazzo le si avvicina per accompagnarla nella corsa.
Valutazione Pastorale: C'é un argomento che ritorna costante nei (finora) tre film di Muccino ed è per lui una specie di ossessione: quello dei bilanci da preparare, dei giudizi da dare su se stessi, delle conclusioni da trarre su quello che si è realizzato. Al pari di "Ecco fatto" e di "Come te nessuno mai", anche qui un gruppo di personaggi si mescola, si confonde, si evidenzia: le singole individualità vanno a costituire il quadro più generale, a disegnare l'affresco generazionale. I trentenni, soprattutto: attraversano la loro crisi (come l'hanno attraversata quelli dei decenni precedenti), ma i punti di riferimento non esistono più. Non c'é ribellione ad un sistema, non ci sono ideologie da inseguire, non ci sono sistemi sociali da imitare. C'è invece, ed è forte, la paura del vuoto, della solitudine, del non sapere 'cosa fare'. Alla fine sono i rapporti sentimentali a dettare i tempi della giornata, a condizionare lo sviluppo di emozioni e reazioni. Intorno al nucleo principale (il rapporto Carlo/Giulia), il copione sviluppa come in cerchi concentrici tutte le altre situazioni. E Muccino ha mano sicuramente felice sia nello scrivere dialoghi svelti ed efficaci sia nel dirigere alla maniera delle commedie italiane di un tempo: senza pause, senza tempi morti, con una saggia direzione degli attori. Così dai trentenni il quadro si allarga ai loro genitori (quindi il 'prima') e ai 18enni (quindi il 'dopo'). Traspare amarezza dalle vicende, e certo Muccino ha più dubbi che sicurezze sull'amore, sulla famiglia, sulla durata degli equilibri: e li mette in campo, li denuncia, li offre allo spettatore. Si resta coinvolti e si è indotti a riflettere. Per questo, dal punto di vista pastorale, il film è da valutare sostanzialmente come accettabile, esprimendo qualche riserva per alcuni passaggi meno controllati, ma sottolineandone il convincente tono realistico.
Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria. Da recuperare come esempio di cinema che riflette ansie, paure e speranze dell'Italia alle soglie del terzo millennio. Qualche attenzione per i più piccoli in occasione di passaggi televisivi.