Vacanze, tempo dello spirito - Spirito

Ecco, ho risolto così l’imbarazzo se definire le vacanze in senso antropologico o in senso cristiano, suggerendo che proprio nell’armonia tra lo Spirito di Dio e lo spirito dell’uomo sta la chiave di una vacanza riuscita.

Certo non c’è parola più suggestiva di questa; per me aspirante prima e poi giovane di AC, il tempo forte della vita si dispiegava di fatto nei tre mesi estivi, allorquando si entrava nell’esperienza dei campi, rimarcati da un emblematico trattino come scuola, degli esercizi spirituali tesi al fitness dell’anima, di amicizie significative...veramente le estati hanno scandito e soprattutto segnato la mia storia!

Perché non riprendere tutti questa bella modalità, in questi tempi di snervante e angosciante leggerezza così che, nate per ristorare il corpo, esse, le vacanze si caratterizzino veramente come tempo dello spirito - Spirito?

Più che convincere mi sembrerebbe utile qualche consiglio pratico.

Scegliersi lo scenario più consono, se possibile, quello che maggiormente evoca ed attira.

Importante la compagnia: amici veri coi quali spontaneamente si riesca ad instaurare una rilassante disinibizione, insieme a una profonda comunione; una fortuna se fossero quelli dell’infanzia, allorquando si condivideva la vita prima delle idee.

Nell’ipotesi che lo scenario scelto sia la montagna, suggerirei di portare dentro lo zaino (bella metafora), una micro-Bibbia o un libricino di pillole spirituali, da assumere all’occorrenza...magari di tanto in tanto durante le escursioni. Allora, nelle brevi soste, ascoltando i vasti silenzi visitati da suoni ormai rari ed estremi: il sibilo del vento tra l’erbe o le chiome degli aghifoglie, i gemiti degli animali selvatici, fragori lontani e misteriosi...capiterà d’incontrare, come al fondo di un sentiero, non si sa bene se della mente o della costa: Dio, possente e affascinante.

Al contrario nell’ipotesi che la scelta sia caduta su uno scenario marino, il progetto di una vacanza spirituale diventa più complicato, ma non impossibile, anzi, le difficoltà potrebbero riuscire addirittura stimolanti e interessanti: basterebbe infatti trovare una piccola scogliera oppure noleggiare un canotto, un pattino, e dopo pochi colpi di remi verso l’alto, subito il frastuono della spiaggia diventerebbe un sottofondo smorzato da cui emerge lo sciabordio, il vento, il gracchiare dei gabbiani, il respiro dell’anima….Poveri anche di queste possibilità, basterà rimandare allora la cena per godersi gratis e in esclusiva l’arenile, immoti pescatori e un mare dorato, infinito e rutilante da contemplare e in cui perdersi tra mille pensieri, tra i quali, primo ed ultimo si ritroverebbe sempre il Suo, insistente e suadente.

Per chi ha progettato invece il viaggio alla scoperta di una o varie località, basterà approfittare delle visite nelle chiese: un autentico ristoro del corpi e dello spirito; nella refrigerante penombra delle navate è impossibile che insieme allo sguardo non si innalzi anche l’anima e intrigata dalle storie narrate sulle volte, essa non s’intrida della luce della grazia!

Provare per credere…

Don Bruno Durante

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