Scegliersi lo scenario più consono,
se possibile, quello che maggiormente evoca ed attira.
Importante la compagnia: amici veri
coi quali spontaneamente si riesca ad instaurare una rilassante disinibizione,
insieme a una profonda comunione; una fortuna se fossero quelli dell’infanzia,
allorquando si condivideva la vita prima delle idee.
Nell’ipotesi che lo scenario scelto
sia la montagna, suggerirei di portare dentro lo zaino (bella metafora), una
micro-Bibbia o un libricino di pillole spirituali, da assumere all’occorrenza...magari
di tanto in tanto durante le escursioni. Allora, nelle brevi soste, ascoltando
i vasti silenzi visitati da suoni ormai rari ed estremi: il sibilo del vento
tra l’erbe o le chiome degli aghifoglie, i gemiti degli animali selvatici,
fragori lontani e misteriosi...capiterà d’incontrare, come al fondo di un
sentiero, non si sa bene se della mente o della costa: Dio, possente e
affascinante.
Al contrario nell’ipotesi che la
scelta sia caduta su uno scenario marino, il progetto di una vacanza
spirituale diventa più complicato, ma non impossibile, anzi, le difficoltà
potrebbero riuscire addirittura stimolanti e interessanti: basterebbe infatti
trovare una piccola scogliera oppure noleggiare un canotto, un pattino, e dopo
pochi colpi di remi verso l’alto, subito il frastuono della spiaggia
diventerebbe un sottofondo smorzato da cui emerge lo sciabordio, il vento, il
gracchiare dei gabbiani, il respiro dell’anima….Poveri anche di queste
possibilità, basterà rimandare allora la cena per godersi gratis e in
esclusiva l’arenile, immoti pescatori e un mare dorato, infinito e rutilante
da contemplare e in cui perdersi tra mille pensieri, tra i quali, primo ed
ultimo si ritroverebbe sempre il Suo, insistente e suadente.
Per chi ha progettato invece il
viaggio alla scoperta di una o varie località, basterà approfittare delle
visite nelle chiese: un autentico ristoro del corpi e dello spirito; nella
refrigerante penombra delle navate è impossibile che insieme allo sguardo non
si innalzi anche l’anima e intrigata dalle storie narrate sulle volte, essa
non s’intrida della luce della grazia!