VESNA VA VELOCE
Dove finisce Vesna? Riesce a scappare da quella vita e da quel disagio oppure muore sotto il camion che la investe e, ugualmente, riesce a liberarsi di quel male interiore che le impediva di essere felice? Il finale di Vesna va veloce, il bel film che Carlo Mazzacurati ha diretto dopo un capolavoro come Il toro, si presta a una duplice interpretazione che, comunque, non toglie nulla alla bellezza della storia. Vesna è una ragazza dell'Est, che, in visita-lampo in Italia, decide, senza un soldo in tasca e con nessuna conoscenza del mondo occidentale, di non tornare a casa, ma di rimanere a tentare la fortuna nel nostro Paese. Il primo incontro che fa, in una Trieste buia e indifferente, è decisivo: un uomo di mezza età, una "brava persona", le offre ospitalità, ma, in cambio, pretende di avere un rapporto sessuale con lei. Vesna rifiuta, ma si fa ugualmente pagare e comincia così a mantenersi facendo la prostituta. La scelta, è fin troppo evidente, la porterà a una serie di disavventure, tra cui una coltellata, dalle quali riuscirà a salvarsi soltanto con l'aiuto di un operaio, solo e senza speranza come lei. Per qualche tempo, i due rappresentano il mondo intero l'uno per l'altra: lui trova in lei un amore, una famiglia, qualcosa di cui occuparsi con dedizione. Lei trova in lui un appoggio, forse un amore, certamente qualcuno che la protegga. La situazione, dunque, è ideale: potrebbero passare insieme il resto della loro vita. Ed effettivamente, per qualche tempo, questo accade: nella stravagante casa di lui, Vesna e Antonio vivono giorni felici, in una città di mare svuotata dall'inverno. Basterebbero un po' di speranza, un po' di fiducia, un po' di disponibilità ad essere felici in più, e tutto potrebbe sistemarsi. Le cose, invece, vanno diversamente: Vesna e Antonio non sono destinati alla felicità, ma alla sofferenza e alla solitudine.
da
"Il Bandolo della matassa" - Guida
all'Attenzione Annuale1997-1998
del Settore Giovani di AC
SCHEDA
DEL FILM
a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI
Genere:
Drammatico
Regia: Carlo Mazzacurati
Interpreti:
Tereza Zajickova (Vesna), Antonio Albanese (Antonio), Silvio Orlando, Stefano
Accorsi, Roberto Citran, Marco Messeri, Ivano Marescotti, Tony Sperandeo, Karel
Belorhadsky, Antonio Catania, Leonardo Scarpa, Patrizia Piccinini, Andrea
Karnasovà, Davide Dal Fiume, Paolo Montevec-chi, Roberto Nobile, Ivica Vidovic Nazionalità:Italia,
1996
Dur.: 92'
Giudizio: Discutibile/Ambiguità
Tematiche: Donna; Emigrazione; Solidarietà-Amore;
Soggetto: Arrivata a Trieste con un pullman di connazionali (da una zona rurale della Cecoslovacchia), la giovane Vesna rimane volutamente in Italia privandosi della presenza della compaesana Marina in procinto di ripartire con il gruppo del suo Paese. Senza denaro accetta l'ospitalità di un assicuratore che rinuncia a possederla. Poi mangia in un ristorante senza pagare e, visti i prezzi in auge in Italia, pensa di prostituirsi. Decisa a raggiungere Rimini, Vesna accetta un passaggio in camion assistendo impassibile alla morte di uno slavo ubriaco in autostrada. Preso alloggio in un residence entra nel giro delle prostitute dell'Est. Ben presto, superando il disgusto per certi incontri, raggranella del denaro che nasconde dietro il bidè. Una sera l'abborda Antonio, un muratore interessato a lei, che la porta a cena in un locale di sinistra dove Vesna mangia e balla, per poi scomparire. Ma il racket l'ha notata e un protettore dell'Est le ruba il passaporto e l'accoltella. Antonio la soccorre, la fa curare clandestinamente per evitare il rimpatrio obbligatorio e la fa ristabilire. Grata per l'aiuto ricevuto, Vesna sembra conquistata dall'affetto del semplice uomo, ma quando costui pensa, vedendola parlare con una prostituta, che comunque tornerà al precedente "lavoro", che in cuor suo non sa perdonarle, comincia a trattarla male. Lei cerca di conquistare la sua fidu-cia e lo accompagna ad un sopralluogo ad una diga in montagna. Qui i due vengono invitati ad una festa dall'imprenditore: Antonio beve ed è sempre più brusco. Vesna decide allora di andare a Milano e si avvia a piedi ma Antonio la raccoglie e la infila a forza sull'automobile, che per un eccesso di velocità investe una vacca. Intervenuti, i carabinieri sono costretti a portare la giovane a Firenze per farla rimpatriare. Costei, approfittando della sosta dell'automobile presso una stazione di servizio, cerca di fuggire attraversando temerariamente l'autostrada.
Valutazione Pastorale: Il problema delle cosiddette prostitute "slave", (termine inesatto e comprensivo di un coacervo di popolazioni non solo slave) sembra essere lo sfondo della vicenda umana imperniata sulla figura di questa giovane ceca. Vesna appare semplicemente attratta come tante altre falene da una realtà sempre più spietata con i più deboli, di cui gli immigrati sono ormai una cospicua rappresentanza. L'ambiguità di fondo del film è determinata (a parte la mancanza di una convincente rappresentazione del background culturale e sociale da cui Vesna proviene) dalla sceneggiatura che non tiene alcun conto delle pur presenti organizzazioni umanitarie che si occupano dell'assistenza agli immigrati clandestini e ai poveri in genere. Nonostante moltissime giovani dell'Est lavorino, come colf o come camerie-re, nel nostro Paese, Vesna sembra incanalata obbligatoriamente verso la prostituzione, anzi sembra non poter o voler incontrare nessuno che le offra più oneste, anche se meno redditizie, alternative. Se il quadro psicologico offerto, suffragato dalla credibile prova di Tereza Zajickova, convince per certi aspetti, appare pretestuoso per altri, specie nel prosieguo della storia sentimentale tra i due, molto "sceneggiata" e con finale pessimista per scelta "politica". La scabrosità di certe scene, la crudezza del mondo rappresentato e la presenza di questa ambiguità di fondo rendono il film discutibile.